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Ora legale: un uomo e una donna procedono al cambio d'ora su un orologio gigante. sullo sfondo Parigi, in primo piano Budapest. Il perno delle lancette su baricentro d'europa. I colori vanno dall'oro dell'alba al blu cobalto della notte.

pic: ekomedia | ai

L'EUROPA GIOCA CON LE LANCETTE: IL 25 OTTOBRE SCATTA L'ORA SOLARE

4 min di lettura

Il 25 ottobre l’Italia tornerà all’ora solare. Islanda, Bielorussia e Russia sono i Paesi europei che non spostano le lancette.

70Paesi nel mondo con ora legale
302 GWhrisparmio elettrico Italia 2026
80 mln€ beneficio economico stimato
142 ktCO₂ evitata
4,6 mlnrisposte a consultazione europea 2018
84%cittadini partecipanti favorevoli a stop cambio ora
2,3 mld€ risparmio economico cumulato dal 2004 al 2025.

di Redazione Demox

Ogni anno arriva il momento in cui bisogna mettere mano all’orologio. Nel 2026, in Italia, succederà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre: alle 3:00 torneranno le 2:00. Un gesto ormai abituale, che però non riguarda tutto il mondo.

Nel 2026 sono 70 i Paesi che applicano l’ora legale almeno in una parte del proprio territorio. In Europa il cambio d’ora resta largamente maggioritario: lo applicano tutti i Paesi dell’Unione europea e gran parte degli altri Stati del continente. Le eccezioni, considerando l’Europa in senso geografico stretto, sono Islanda, Bielorussia e Russia, che nel 2026 non spostano le lancette. Se si adotta invece una definizione più ampia dell’area europea, comprendendo anche alcuni Paesi transcontinentali o caucasici, alla lista si aggiungono Turchia, Armenia e Georgia. È proprio questa diversa classificazione geografica a rendere poco affidabili alcuni conteggi complessivi che circolano sul numero dei “Paesi europei” che cambiano l’ora.

Nel resto del mondo il sistema è molto meno diffuso. Secondo Timeanddate, nel 2026 utilizzano l’ora legale 3 Paesi africani, 4 asiatici, 8 nordamericani e uno sudamericano. I Paesi appartenenti a due continenti possono però essere conteggiati in entrambe le aree geografiche.

Il dato italiano spiega perché l’ora legale continua a resistere. Secondo Terna, nei mesi di ora legale del 2026 il minor consumo di elettricità stimato è di circa 302 milioni di kWh, equivalenti al fabbisogno annuo di 115 mila famiglie. Il risparmio economico è di circa 80 milioni di euro e le emissioni evitate ammontano a 142 mila tonnellate di CO₂. Dal 2004 l’ora legale ha consentito all’Italia di consumare oltre 12 miliardi di kWh in meno, per un beneficio economico di circa 2,3 miliardi di euro. Non certo bruscolini.

E qui il discorso si fa ancora più interessante. Nel 2026 Terna ha messo a confronto tre possibili Italie: quella attuale, quella con l’ora legale tutto l’anno e quella con l’ora solare tutto l’anno. Con il sistema di oggi, cioè circa sette mesi di ora legale, il risparmio stimato è di 302 GWh. Se l’ora legale venisse mantenuta anche nei mesi invernali, si aggiungerebbero circa 160 GWh di minori consumi, portando il beneficio complessivo a circa 462 GWh l’anno. In termini di fabbisogno elettrico nazionale parliamo rispettivamente di circa lo 0,10%, lo 0,05% aggiuntivo e lo 0,15% complessivo.

TRE SCENARI, TRE ITALIE

Oggi: sette mesi di ora legale → circa 302 GWh risparmiati.
Sempre ora legale: circa 462 GWh risparmiati → 160 GWh in più rispetto al sistema attuale.
Sempre ora solare: più luce al mattino e maggiore allineamento con il ciclo naturale, ma si rinuncerebbe al vantaggio energetico attribuito oggi ai mesi di ora legale.

Il punto è proprio questo: abolire il cambio d’ora non significa automaticamente scegliere l’ora solare. Si può decidere di fermare le lancette sull’ora legale oppure sull’ora solare. Nel primo caso avremmo più luce la sera, anche in inverno, e secondo le stime presentate da Terna un ulteriore piccolo vantaggio sui consumi. Nel secondo avremmo più luce nelle ore del mattino e un orario più vicino al ciclo naturale del sole. La scelta, quindi, è meno banale di quanto sembri: più luce la sera oppure più luce al mattino?

Tutti felici, quindi? Non proprio. In Europa, continente dove il cambio dell’ora è ancora largamente diffuso, da anni si prova a trovare una soluzione diversa. E non è una battuta. Nel 2018 una consultazione pubblica della Commissione europea raccolse 4,6 milioni di risposte e l’84% dei partecipanti si dichiarò favorevole alla fine del cambio semestrale. Era una consultazione volontaria, quindi non un sondaggio rappresentativo della popolazione europea, ma fu comunque la più partecipata consultazione pubblica mai realizzata fino ad allora dalla Commissione europea.

Nel marzo 2019 il Parlamento europeo votò per fermare le lancette: 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astensioni. L’idea era arrivare all’ultimo cambio nel 2021, lasciando poi ai singoli Stati la possibilità di scegliere se mantenere stabilmente l’ora legale oppure quella solare.

Poi qualcosa si è fermato. Il dossier europeo non ha prodotto una disciplina definitiva e gli Stati continuano ad applicare il sistema attuale. Intanto, anche in Italia il tema è tornato formalmente sul tavolo: nel 2026 la Camera ha svolto un’indagine conoscitiva proprio sugli effetti dell’eventuale adozione dell’ora legale permanente, confrontando conseguenze energetiche, economiche, sanitarie e sociali.

Il cambio dell'ora ha avuto anche la sua apoteosi satirica il 30 Marzo del 1991, quando il settimanale satirico CUORE titolò: «Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti». Stiamo parlando di prima repubblica: l’anno successivo la il sistema sarebbe esploso con la celebre inchiesta "Mani Pulite". Una battuta profetica alla luce della crisi che avrebbe travolto il PSI e la Prima Repubblica.

Ma quando cambia l’ora? Il 25 ottobre toccherà di nuovo anche all’Italia.

Un’ora indietro, un’ora in più quella notte. E un piccolo paradosso: quasi tutta l’Europa continua a spostare le lancette mentre, a Bruxelles, la discussione su come fermarle resta ancora aperta.

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