L'Aquila 2009: l'anniversario del G8 e il potere della scena internazionale
Se c’è un numero da ricordare, è 8-10 luglio 2009.
Tra l'8 e il 10 luglio 2009 Silvio Berlusconi ospitò all'Aquila il G8, spostato dalla Maddalena dopo il terremoto. A diciassette anni di distanza, l'anniversario mostra come un vertice possa trasformare una crisi territoriale in scena diplomatica.
La scelta fu soprattutto simbolica. Portare i leader delle otto grandi economie in una città ferita significava mostrare al mondo la ricostruzione, e mostrare agli italiani un governo presente. Berlusconi comprese il valore politico della regia visiva: le immagini dei capi di Stato tra le macerie fecero il giro del mondo.
Proprio per questo il G8 aquilano è un caso da studiare con i numeri. La copertura televisiva di tre giorni non misura la ricostruzione, che richiede indicatori pluriennali: fondi stanziati, fondi spesi, cantieri aperti e chiusi, residenti tornati nelle loro case. Sono misure lente, lontane dalla telecamera.
La politica dei grandi eventi tende a mescolare tre conti diversi: il costo del vertice, le opere realizzate per ospitarlo e il ritorno di immagine. Tenerli separati è l'unico modo per capire se un evento abbia lasciato qualcosa al territorio oltre al ricordo.
Le fonti per ricostruire il vertice sono gli atti della Presidenza del G8 dell'Aquila e della Protezione civile abruzzese. Un anniversario è utile quando riapre i conti della ricostruzione, non quando si limita a riproporre le immagini di allora.
Fonti
- G8 L'Aquila, Presidenza
- Protezione civile Abruzzo