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Midterm USA: 435 seggi e un voto che può bloccare la Casa Bianca

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Se c’è un numero da ricordare, è 435 seggi.

435 seggiCamera
52,2%Affluenza 2022
3 novembreVoto

Il 3 novembre 2026 gli Stati Uniti rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e la quota del Senato prevista dal ciclo elettorale. Nei midterm non si elegge il presidente, ma si decide se la Casa Bianca potrà contare su un Congresso alleato.

Il precedente utile è l'affluenza: il Census Bureau stima che nel 2022 votò il 52,2% dei cittadini in età elettorale, contro il 53,4% del 2018 e il 41,9% del 2014. Oltre dieci punti separano quindi due midterm recenti, un'oscillazione che basta a ribaltare molti distretti in bilico.

Il dato del 2022 va letto con attenzione: è una stima basata su un'indagine, non il conteggio delle schede. Le due misure possono divergere, e la partecipazione cambia molto da Stato a Stato. Una media nazionale al 52,2% convive con territori dove vota meno di metà degli aventi diritto.

Per l'Europa conta la capacità del Congresso di approvare bilanci, aiuti esteri e nomine. Una Camera controllata dall'opposizione può rallentare o bloccare le priorità del presidente, e quindi anche gli impegni internazionali degli Stati Uniti. È per questo che un voto apparentemente interno ha conseguenze ben oltre l'Atlantico.

Fino a novembre Demox seguirà almeno due volte a settimana denaro, partecipazione e distretti, distinguendo i dati federali dai sondaggi statali. Le fonti di riferimento sono il Census Bureau per l'affluenza e la FEC per le scadenze di raccolta fondi: i primi raccontano chi vota, le seconde quanto si spende per convincerlo.

Fonti

  • Census turnout
  • FEC scadenze

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