Quasi metà dell'elettricità europea viene già dal futuro
46,9%: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno fornito il 46,9% dell'elettricità netta prodotta nell'Unione europea. Tecnologie che vent'anni fa erano considerate costose e marginali, come l'eolico e il solare, sono diventate una parte ordinaria del sistema elettrico. Il futuro, per quasi metà dell'elettricità, è già arrivato.
Il dato va letto con attenzione anche nella parte che non è rinnovabile. L'altra metà della produzione non è fatta solo di combustibili fossili: comprende anche il nucleare, che non è rinnovabile ma non emette anidride carbonica durante la produzione. Il quadro delle emissioni del settore elettrico, quindi, è migliore di quanto suggerisca la sola quota rinnovabile.
La crescita delle rinnovabili cambia anche l'economia dell'elettricità. Sole e vento hanno costi di produzione molto bassi una volta installati gli impianti, perché non consumano combustibile. Quando producono molto, i prezzi all'ingrosso tendono a scendere; quando producono poco, il prezzo torna a dipendere dalle centrali a gas. È una delle ragioni per cui i prezzi dell'energia sono diventati più variabili.
Il passo successivo è rendere stabile ciò che per natura è intermittente. Per farlo servono sistemi di accumulo, reti che trasportino l'energia tra regioni e Paesi, e una domanda più flessibile, capace di spostarsi nelle ore in cui l'energia rinnovabile abbonda.
Il dato è pubblicato da Eurostat nelle statistiche sulle energie rinnovabili. La metà ancora da cambiare è la parte più difficile, perché riguarda proprio le ore e le stagioni in cui sole e vento non bastano.
Fonti
- Eurostat, renewable energy
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