Brindisi e le case: lo stock vale solo se il Comune conosce l'uso
35,61 milioni. È il numero da cui parte questa storia.
In Italia il 26,8% delle 35,61 milioni di abitazioni risulta non occupato. È un dato nazionale che si presta a titoli facili, ma che non può essere trasferito automaticamente su una singola città. Per sapere quante case siano vuote a Brindisi, e perché, servono dati locali che oggi vanno ancora ricostruiti.
La categoria delle abitazioni non occupate comprende situazioni molto diverse. Ci sono le seconde case, gli alloggi in ristrutturazione, gli immobili inagibili, le unità disponibili ma fuori mercato perché i proprietari non vogliono o non possono affittarle. Trattarle tutte come un unico patrimonio da recuperare porterebbe a politiche sbagliate.
Un Comune ha però strumenti che il livello nazionale non ha. Può incrociare i dati del censimento permanente con quelli catastali e tributari, verificare lo stato degli immobili, localizzarli quartiere per quartiere. Il risultato sarebbe una mappa: dove si trovano le case non occupate, chi ne è proprietario, quali servizi sono raggiungibili, in quanto tempo potrebbero tornare abitabili.
Con un inventario del genere, Brindisi potrebbe trasformare un problema generico in politiche mirate. Incentivi per chi affitta, tassazione più alta per chi lascia vuoto un immobile in buono stato, interventi pubblici sugli edifici di proprietà comunale. Senza la mappa, invece, ogni misura colpisce categorie eterogenee e rischia di premiare o penalizzare le persone sbagliate.
I dati di partenza sono quelli ISTAT sulle abitazioni e le informazioni del Comune di Brindisi. Il dato cittadino, oggi, è da ricostruire: è il primo lavoro da fare prima di qualsiasi scelta politica sulla casa.
Fonti
- ISTAT abitazioni
- Comune Brindisi