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giornalista donna di circa cinquanta anni parla al telefono

Il comunicatore del futuro? Meno penna, più algoritmo: l’AI supera social e media relations

2 min di lettura

L’intelligenza artificiale è la competenza più urgente, davanti a video, dati e social. Abbiamo chiesto a 107 professionisti della comunicazione di raccontarci un mestiere in trasformazione.

78,5%dei comunicatori vuole confronto multidisciplinare
107i professionisti coinvolti nell’indagine
37%comunicatori con oltre 20 anni di esperienza

di Redazione DEMOX

Per anni il comunicatore è stato identificato soprattutto con la capacità di scrivere, costruire relazioni con i media, organizzare messaggi e interpretare il clima sociale. Oggi il mestiere cambia rapidamente: nella comunicazione politica, nelle campagne elettorali, nella comunicazione istituzionale e nelle ricerche di opinione cresce il peso di dati, algoritmi e intelligenza artificiale. Secondo un’indagine DEMOX realizzata su 107 professionisti della comunicazione, la competenza ritenuta più urgente da sviluppare è proprio l’Intelligenza artificiale.

Il dato è significativo perché arriva da un settore professionale maturo. Il 37% dei partecipanti dichiara oltre vent’anni di esperienza nel mondo della comunicazione, mentre più della metà lavora nel settore da almeno undici anni. La richiesta di nuove competenze non nasce quindi soltanto dalle nuove generazioni, ma da professionisti che stanno osservando una trasformazione profonda del proprio lavoro: dalla comunicazione fondata principalmente sul contenuto a una professione che integra analisi dei dati, misurazione del consenso, ricerca sociale e capacità di leggere fenomeni complessi.

La ricerca racconta l’evoluzione del comunicatore contemporaneo: una figura sempre più vicina all’analista dei dati e al ricercatore sociale. Nelle campagne elettorali moderne, infatti, la comunicazione non coincide più soltanto con la produzione di messaggi, ma comprende ascolto del territorio, analisi dell’opinione pubblica, interpretazione dei sondaggi, segmentazione dei pubblici e costruzione di strategie basate sulle evidenze.

La stessa tendenza emerge nella comunicazione pubblica, istituzionale e corporate. Sindaci, amministrazioni, enti e aziende hanno bisogno di professionisti capaci di unire storytelling, trasparenza, analisi della reputazione, gestione delle piattaforme digitali e capacità di dialogare con cittadini e stakeholder. La crescita dell’AI non sostituisce la capacità narrativa: modifica il processo attraverso cui si raccolgono informazioni, si elaborano strategie e si valutano gli effetti della comunicazione.

Il futuro del mestiere passa inoltre dalla contaminazione tra competenze diverse. Il confronto con professionisti della politica, delle istituzioni, dei media, delle imprese e del mondo accademico viene valutato positivamente dal 78,5% dei partecipanti. Il comunicatore cerca quindi nuovi strumenti, ma anche nuovi punti di osservazione.

La fotografia restituita dalla ricerca è quella di una professione in transizione. Il comunicatore del futuro non abbandona scrittura, creatività e capacità di costruire relazioni: le integra con intelligenza artificiale, ricerca sociale, dati e tecnologie digitali. La parola resta il centro della comunicazione, ma oggi per arrivare al pubblico serve sempre più la capacità di comprendere il contesto, misurare gli effetti e trasformare le informazioni in strategia.

Fonti

  • Ricerca Demox: "il mestiere di comunicare"

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