Da un chilo ricaviamo il 50% di valore in più
€1,55/kg. È il numero da cui parte questa storia.
La produttività delle risorse europee è salita da 1,55 euro per chilogrammo nel 2000 a 2,32 euro nel 2025: un aumento reale del 50%. Significa che da ogni chilo di materiale consumato l'economia europea ricava oggi metà valore in più rispetto a venticinque anni fa.
L'indicatore mette in rapporto il PIL con il consumo interno di materiali, cioè minerali, biomasse, combustibili fossili e metalli usati dall'economia. Può crescere per due ragioni: perché si produce più valore con la stessa materia, oppure perché si consuma meno materia a parità di valore. Entrambe sono buone notizie, ma raccontano trasformazioni diverse.
Una parte del miglioramento riflette il passaggio verso un'economia di servizi, che genera valore con meno materiali rispetto all'industria pesante. Un'altra parte riflette processi produttivi più efficienti. C'è però una possibilità da non trascurare: se alcune produzioni ad alta intensità di materiali vengono spostate fuori dall'Europa, i materiali usati per produrre i beni importati non compaiono nel consumo interno. L'indicatore migliora, ma il consumo globale no.
Per questo il dato va letto accanto ad altri, come l'impronta dei materiali, che include anche quelli contenuti nelle importazioni. Solo così si capisce se l'Europa usa davvero meno risorse o se le usa altrove.
Il riferimento è la serie Eurostat sulla produttività delle risorse. Il +50% in venticinque anni è un progresso reale; la domanda aperta è quanta parte sia efficienza e quanta sia delocalizzazione.
Fonti
- Eurostat, resource productivity
