Francia: il 12,5% degli iscritti rende l'astensione parte della legge elettorale
12,5% iscritti: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Per restare al secondo turno delle legislative francesi un candidato deve ottenere almeno il 12,5% degli elettori iscritti, non dei soli voti validi. È un dettaglio della legge che trasforma l'astensione in un attore della competizione.
Il meccanismo è semplice. Se vota l'80% degli iscritti, il 12,5% degli iscritti corrisponde a poco più del 15% dei voti espressi. Se vota solo la metà, la soglia reale sale al 25% dei voti. Una regola apparentemente fissa cambia quindi forza in base a quante persone entrano nel seggio: più astensione significa meno candidati al secondo turno.
Il sistema a due turni aggiunge un'altra dinamica. Tra il primo e il secondo voto si apre una seconda campagna fatta di alleanze, ritiri e desistenze, in cui i partiti decidono se lasciare il campo a un candidato vicino per battere un avversario comune. Il primo turno misura la forza di ciascuno; il secondo misura anche la capacità di coordinarsi.
È per questo che i risultati francesi sono spesso difficili da prevedere guardando solo le percentuali nazionali. La stessa quota di voti può portare a esiti molto diversi a seconda di quante sfide a tre si formano e di quanti candidati decidono di ritirarsi.
Le fonti sono le schede di Vie publique sulle regole elettorali e sui sistemi di voto. Per chi osserva da fuori, il 12,5% degli iscritti è un promemoria utile: in molti sistemi, chi non vota pesa quanto chi vota.
Fonti
- Vie publique regole
- Vie publique sistemi