Il cassonetto europeo è ancora undici punti sotto il bersaglio
Media UE: 43,3%. Dietro il dato c’è una scelta politica.
Nel 2023 il tasso medio europeo di preparazione per il riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani era del 43,3%. Il traguardo fissato per il 2025 è il 55%: all'Unione mancano oltre undici punti, e soltanto tre Paesi lo avevano già superato.
La distanza è ampia e il tempo è poco. Pochi punti percentuali all'anno sono già un ritmo impegnativo per un sistema di raccolta, perché ogni miglioramento richiede nuovi impianti, abitudini diverse dei cittadini e regole applicate con continuità. Raggiungere la soglia nei tempi previsti appare difficile per la maggior parte degli Stati.
La media europea, come spesso accade, somma situazioni lontanissime. Alcuni Paesi hanno sistemi di raccolta differenziata consolidati da decenni; altri si affidano ancora in larga parte a discarica e incenerimento. Per questi ultimi il 55% non è un obiettivo vicino, ma un cambio di modello.
Anche il nome dell'indicatore merita attenzione. Si parla di preparazione per il riutilizzo e il riciclo: conta ciò che viene avviato a questi percorsi, con regole di calcolo comuni che l'Unione ha reso più rigorose negli ultimi anni proprio per evitare che le percentuali nazionali fossero gonfiate da metodi diversi.
I numeri vengono dalle statistiche Eurostat sui rifiuti urbani. Il dato da seguire nel 2025 non è solo la media, ma quanti Paesi riusciranno a superare la soglia: se resteranno pochi, il problema sarà l'obiettivo o la capacità di raggiungerlo.
Fonti
- Eurostat, municipal waste
