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L'autobus dell'8,4% e l'auto che detta l'orario al lavoro

1 min di lettura

Auto: 70,9%. Dietro il dato c’è una scelta politica.

70,9%Auto
8,4%Mezzi pubblici

Per andare al lavoro, nel 2022, solo l'8,4% degli occupati in movimento prendeva un mezzo pubblico. Il 70,9% si metteva al volante. La proporzione è di più di otto a uno, e dice quanto il trasporto pubblico resti marginale negli spostamenti quotidiani degli italiani che lavorano.

Perché un lavoratore scelga l'autobus o il treno servono tre condizioni: che passi abbastanza spesso, che arrivi in orario e che copra l'intero percorso, dalla porta di casa a quella dell'ufficio. Basta che una manchi perché l'auto diventi l'unica opzione. Il primo e l'ultimo chilometro, tra la fermata e la destinazione, sono spesso il punto in cui il trasporto pubblico perde la partita.

C'è poi la questione degli orari, che il titolo richiama. Turni che iniziano all'alba o finiscono a notte fonda, zone industriali lontane dai centri abitati, uffici senza collegamenti diretti: in molti casi è l'organizzazione del lavoro a rendere necessaria l'auto. Il trasporto pubblico è pensato per orari standard; il lavoro, sempre più spesso, non lo è.

Le leve per cambiare le proporzioni stanno quindi anche nelle imprese. Orari flessibili, lavoro da remoto in alcuni giorni, navette aziendali, accordi con le aziende di trasporto possono spostare quote di pendolari più di quanto faccia un singolo nuovo collegamento.

Il dato viene dalla raccolta ISTAT Noi Italia. Il numero da seguire è l'8,4%: se non cresce, ogni politica di mobilità sostenibile resterà limitata a una piccola parte dei lavoratori.

Il confronto in un grafico
Auto70,9%Mezzi pubblici8,4%

Fonti

  • ISTAT, Noi Italia

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