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La scuola comincia sul sedile posteriore

1 min di lettura

38,1%: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.

38,1%Auto passeggero
28,8%Trasporto pubblico
28,2%A piedi

Nel 2022 il 38,1% degli studenti italiani andava a scuola in automobile, seduto come passeggero. Il 28,8% usava i mezzi pubblici, il 28,2% ci andava a piedi. Per più di un terzo dei ragazzi, la giornata scolastica comincia sul sedile posteriore dell'auto di un genitore.

Dietro questa scelta ci sono ragioni diverse. La distanza tra casa e scuola, che nei piccoli comuni e nelle aree periferiche può essere notevole. Orari del trasporto pubblico che non coincidono con quelli delle lezioni. La percezione di strade poco sicure per chi va a piedi o in bicicletta. E, spesso, la comodità di un accompagnamento che si incastra con il tragitto dei genitori verso il lavoro.

L'effetto si vede ogni mattina davanti agli istituti: traffico, auto in doppia fila, aria peggiore proprio dove i bambini si concentrano. Ma c'è anche un effetto meno visibile. I ragazzi accompagnati in auto perdono un'occasione quotidiana di movimento e di autonomia, che il tragitto a piedi o con i mezzi offrirebbe.

Il 28,2% che va a piedi è un dato incoraggiante, e indica che molte scuole sono ancora vicine a casa. Proteggere e ampliare questa quota significa progettare percorsi sicuri, zone a traffico limitato intorno agli istituti, iniziative come il piedibus. Sono interventi a basso costo che cambiano abitudini radicate.

Le percentuali sono quelle della raccolta Noi Italia. Per le amministrazioni locali, il 38,1% è un indicatore da seguire scuola per scuola: dove è più alto, la città ha un problema di accessibilità, non solo di traffico.

Il confronto in un grafico
Auto passeggero38,1%Trasporto pubblico28,8%A piedi28,2%

Fonti

  • ISTAT, Noi Italia

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