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La musica è anche industria: 202 miliardi che non fanno rumore

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Prima la cifra: 2,1 milioni. Poi la domanda che conta.

2,1 milioniImprese
6,4%Quota
€202 mld Valore

Le imprese culturali dell'Unione europea, circa 2,1 milioni nel 2023, pari al 6,4% delle aziende dell'economia di mercato, hanno prodotto circa 202 miliardi di euro di valore aggiunto. Dentro questa cifra c'è anche la musica, con la sua filiera industriale che raramente fa notizia.

Valore aggiunto non significa fatturato. È la ricchezza che un'impresa crea, cioè il valore della sua produzione meno i costi di ciò che ha acquistato da altri. Per questo è una misura più precisa del contributo reale di un settore all'economia: 202 miliardi rappresentano il valore creato dal lavoro e dalle idee delle imprese culturali, non semplicemente i soldi che passano dalle loro casse.

La musica, in questa economia, è molto più dei concerti e degli artisti famosi. Ci sono le etichette discografiche e le società di edizione, gli studi di registrazione, i produttori di strumenti, i gestori di locali e festival, le agenzie di booking, le imprese che si occupano di diritti e distribuzione digitale. Una filiera lunga, fatta in gran parte di piccole imprese.

Questa dimensione industriale tende a restare invisibile nel dibattito pubblico, dove la musica compare soprattutto come arte, intrattenimento o fenomeno di costume. Eppure le politiche che la riguardano, dalla tassazione ai diritti d'autore alle regole per le piattaforme, hanno effetti economici concreti su migliaia di imprese.

La fonte è Eurostat, nelle statistiche sulle imprese culturali. Per capire quanto pesi la musica al loro interno servirebbero dati disaggregati per comparto, che permetterebbero di dare un numero anche a questa industria silenziosa.

Fonti

  • Eurostat, cultural enterprises

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