Microplastiche dai tessuti: una stima larga da 1,6 a 61,1 mila tonnellate
1,6 kt: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
La Commissione europea stima che nel 2019 i tessili abbiano rilasciato accidentalmente nell'ambiente tra 1,6 e 61,1 mila tonnellate di microplastiche nell'Unione. La parola da sottolineare è accidentalmente.
Le microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti, come alcune microsfere nei cosmetici, si possono vietare: basta impedire ai produttori di usarle, ed è ciò che l'Unione ha iniziato a fare. Quelle che si staccano da un maglione sintetico durante il lavaggio sono un'altra cosa. Nessuno le aggiunge; nascono dall'uso normale dei prodotti. Per questo sono molto più difficili da regolare.
L'intervallo della stima rende il problema ancora più complicato. Un regolatore che deve fissare limiti o obblighi ha bisogno di un punto di partenza credibile, e un valore che può variare di quasi quaranta volte non lo offre. La prima esigenza, quindi, è costruire metodi di prova comuni, capaci di misurare allo stesso modo quante fibre perde un tessuto in condizioni standard.
Solo con standard condivisi si possono confrontare prodotti diversi, premiare chi perde meno fibre e verificare l'efficacia di soluzioni come filtri e nuovi materiali. Senza misura non si distingue una soluzione reale da una promessa di marketing.
Le fonti sono i rapporti dell'Agenzia europea dell'ambiente su microplastiche e tessili. La politica deve ridurre il fenomeno senza fingere una precisione che oggi non esiste: dichiarare l'incertezza è il primo passo per ridurla.
Fonti
- EEA microplastics textiles
- EEA textiles