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Quando il rincaro più democratico colpisce in modo diseguale

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Cibo 2023: +12,6%. Dietro il dato c’è una scelta politica.

+12,6%Cibo 2023
UETerritorio

L'aumento dei prezzi del cibo sembra il rincaro più democratico: colpisce tutti, perché tutti mangiano. Nel 2023 gli alimenti e le bevande analcoliche costavano in media il 12,6% in più nell'Unione. Ma lo stesso aumento produce effetti molto diversi a seconda di chi fa la spesa.

La prima differenza è il peso sul bilancio. Per una famiglia benestante il cibo è una voce tra tante; per una famiglia a basso reddito può assorbire una parte molto più grande della spesa. Un aumento del 12,6% del carrello equivale, per la seconda, a un impoverimento molto più profondo.

La seconda differenza sta nelle possibilità di adattamento. Chi ha più risorse può cambiare negozio, comprare in grandi quantità, approfittare delle offerte, perché ha tempo, spazio in casa e un'auto per raggiungere i supermercati più convenienti. Chi ha meno risorse spesso non può fare nessuna di queste cose, e finisce per ridurre quantità e qualità di ciò che mangia.

Quest'ultimo effetto ha conseguenze che vanno oltre l'economia. Rinunciare a frutta, verdura e alimenti freschi per scegliere prodotti più economici e meno nutrienti incide sulla salute nel lungo periodo. Un'inflazione alimentare prolungata può lasciare tracce anche quando i prezzi tornano a stabilizzarsi.

La serie è quella di Eurostat sulle condizioni economiche delle famiglie. Per le politiche pubbliche la scelta è tra misure generali, come i tagli dell'IVA sui beni alimentari, e aiuti mirati alle famiglie più esposte: le prime costano di più e arrivano anche a chi non ne ha bisogno.

Fonti

  • Eurostat, income inequalities

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