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Calabria fino all’ultimo votante
Il 22,34% di Reggio Calabria sembra un numero da disastro. Ma racconta una storia più interessante.
di Redazione DEMOX
Alle suppletive per la Camera nel collegio uninominale 05-Reggio di Calabria ha votato il 22,34% degli aventi diritto: 77.165 elettori su 345.486. Alle politiche del 2022, nello stesso territorio, l’affluenza era stata del 49,40%. La distanza è di 27,06 punti percentuali. Il dato assoluto dice che quasi otto elettori su dieci sono rimasti fuori dai seggi. Il confronto, però, consente di porre una domanda diversa: quanta partecipazione sopravvive quando scompare l’effetto di trascinamento di un’elezione politica nazionale?
Per descrivere questo fenomeno prendiamo in prestito una parola dell’antropologo calabrese Vito Teti: restanza, cioè la scelta di restare legati a un luogo e a una comunità. DEMOX la trasferisce, come metafora e strumento descrittivo, alla partecipazione elettorale attraverso l’Indice di Restanza Democratica, dove IRD = affluenza alla suppletiva / affluenza alle precedenti politiche × 100.
A Reggio Calabria il calcolo è 22,34 / 49,40 × 100 = 45,2. Non significa che siano tornati alle urne 45 degli stessi 100 elettori del 2022 ma che il livello di partecipazione della suppletiva equivale al 45,2% di quello registrato alle politiche precedenti.
La storia recente mostra quanto le suppletive siano elezioni a bassa pressione. A Cagliari nel 2019 votò il 15,54%; a Napoli, nel febbraio 2020, il 9,52%; a Roma-Lazio 1 il 17,66% e in Umbria il 14,55%. Nel 2021 Siena arrivò al 35,59% e Roma-Primavalle al 44,16%, ma erano due casi particolari: a Roma si votava per le amministrative, mentre a Siena era candidato il segretario nazionale del PD Enrico Letta.
Nel gennaio 2022 Roma-Trionfale tornò all**’11,35**%, con 21.010 votanti su 185.100 elettori nei dati definitivi della Camera. Nel 2023 Monza e Brianza si fermò al 19,23%, contro il 71,05% delle politiche dell’anno precedente: IRD 27,1%.
I contesti non sono perfettamente sovrapponibili, ma i dati rendono visibile una caratteristica strutturale delle suppletive: quando diminuiscono centralità nazionale, copertura mediatica e mobilitazione dei partiti, l’affluenza si contrae drasticamente.
È qui che il 22,34% di Reggio Calabria cambia prospettiva. Resta un’affluenza molto bassa in termini assoluti. Ma rapportata al 49,40% delle politiche precedenti restituisce un IRD di 45,2, contro il 27,1 di Monza e Brianza nel 2023. Non misura chi è rimasto a votare, ma quanto del livello precedente di partecipazione resiste quando la competizione perde pressione.
Una suppletiva funziona quindi come un fiume in magra: quando l’acqua si ritira, diventa visibile il letto, emerge il radicamento territoriale, la forza dei candidati, le reti politiche locali e quella parte di partecipazione che continua a esistere anche quando viene meno il grande richiamo dell’elezione nazionale.
L’Indice di Restanza Democratica prova a misurare proprio questo: non quanto è pieno il fiume, ma quanta acqua continua a scorrere. Fino all’ultimo votante.
