Sedici chili di rifiuti tessili a testa: il conto nascosto della moda
6,94 mln t: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Nel 2022 l'Unione europea ha generato circa 6,94 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, equivalenti a 16 chilogrammi per persona. È il conto che la moda lascia a valle, dopo l'acquisto e l'uso.
Il totale comprende sia gli scarti dopo il consumo, cioè i capi che buttiamo, sia i rifiuti della produzione, cioè ritagli, eccedenze e invenduto delle imprese. Non coincide con gli abiti raccolti nei cassonetti e non dice quanta parte venga riciclata: sono tre misure diverse che spesso si confondono.
La confusione ha conseguenze. Un aumento della raccolta differenziata può sembrare un successo, ma se i capi raccolti vengono poi esportati, bruciati o finiscono in discarica, il rifiuto è stato solo spostato. Fermarsi al peso raccolto premia chi sposta il problema senza ridurlo.
La statistica utile deve seguire l'intero percorso di un capo: acquisto, durata, riuso, raccolta, selezione e destino finale. Solo così si capisce dove intervenire. Allungare la vita di un vestito riduce il rifiuto più di qualsiasi impianto di riciclo, che per i tessili misti è ancora tecnicamente difficile.
L'Agenzia europea dell'ambiente, da cui vengono questi numeri, ha dedicato al tema un rapporto sui rifiuti tessili e uno sulla circolarità del settore. I 16 chilogrammi a testa sono una media: il prossimo passo è capire quanto di quel peso nasce nelle case e quanto nelle fabbriche.
Fonti
- EEA textile waste
- EEA circularity textiles