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SILVIA SALIS ALLA PROVA DEI LIBRI. IL CONFRONTO CON MELONI, CONTE E SCHLEIN.
Silvia Salis pubblica il suo libro: "È già domani". Demox Italia confronta libri e consenso politico.
Dallo slogan che l’ha portata a Palazzo Tursi al libro pubblicato da Feltrinelli, così Silvia Salis sposta la propria narrazione politica dalle urne alle librerie. Una traiettoria che abbiamo già rilevato in passato.
In questi giorni, precisamente il 13 ottobre, è uscito È già domani, 208 pagine tra autobiografia, esperienza sportiva, amministrazione e visione politica. Il titolo riprende lo slogan della campagna elettorale che nel 2025 l’ha portata alla guida di Genova con 124.720 voti, il 51,48% dei consensi. Adesso arriva la prova dei lettori. Quanto venderà rispetto ai libri di Giuseppe Conte ed Elly Schlein? E quanto sarà distante dalle oltre 170.000 copie di Io sono Giorgia?
Di certo i voti eleggono e i libri raccontano, ma qualche volta contribuiscono a costruire il consenso. O almeno a possono servire a fare un tour pre-elettorale.
La mappa è già interessante: Genova il 14 ottobre con Corrado Formigli, Milano il 17 con Luciano Fontana, Firenze il 25 con Stefano Cappellini. La promozione di È già domani parte dalla città amministrata da Salis e si sposta rapidamente su un palcoscenico nazionale. Tre appuntamenti, tre città, tre occasioni per incontrare pubblici diversi, conquistare spazio sui giornali e alimentare la conversazione digitale.
Il meccanismo è conosciuto da chi si occupa di campagne elettorali: una presentazione editoriale offre un motivo per convocare persone, costruire relazioni, incontrare interlocutori e produrre contenuti, senza assumere necessariamente la forma di un'iniziativa di partito. Il libro è il prodotto, il tour è il dispositivo di comunicazione.
La sala piena diventa una fotografia, l'intervista diventa un video, il confronto con un giornalista diventa un'occasione per parlare di politica. Tutto misurabile.
Resta da dimostrare che questo calendario sia il preludio di una candidatura nazionale. Al momento abbiamo la promozione del libro. Ed il libro è un fatto, mentre l'eventuale strategia pre-elettorale è un'ipotesi, con una campagna elettorale che può iniziare anche dalla copertina di un libro, come ha dimostrato, con numeri eccezionali, Roberto Vannacci, già candidato della Lega e poi leader di Futuro Nazionale.
LA CLASSIFICA DEI BESTSELLER POLITICI.
Secondo le stime di vendita ricostruite da Il Post nel giugno 2025, Io sono Giorgia ha superato le 170.000 copie, mentre La versione di Giorgia ha oltrepassato le 100.000.
Matteo Renzi ha superato le 50.000 copie con Il mostro, raggiungendo circa 40.000 sia con Avanti sia con Un'altra strada.
Secondo Matteo di Matteo Salvini è rimasto sotto le 25.000 copie, mentre Controvento ha superato le 21.000. Carlo Calenda, con La libertà che non libera, si è attestato intorno alle 13.000.
La nostra parte di Elly Schlein è rimasto sotto le 10.000 copie e L'imprevista, poco meno di 5.000.
C'è poi il caso Giuseppe Conte. "Una nuova primavera", pubblicato da Marsilio nell'aprile 2026, ha raggiunto il primo posto nella classifica mensile della saggistica rilevata dal circuito Arianna, ma al momento non abbiamo dati di vendita.
QUANDO ESCONO I LIBRI E QUANTO VALGONO I PARTITI?
C'è un calendario interessante da prendere in mano. O, meglio, un almanacco: Io sono Giorgia arriva nel 2021, quando Fratelli d'Italia si trova intorno al 19–20% nelle medie dei sondaggi. Nella Supermedia YouTrend del 3 giugno 2021 è al 19,4%; mentre alle politiche di settembre 2022 arriverà al 26% con una crescita impressionante.
La crescita di Giorgia Meloni nella opinione pubblica è impressionante e le vendite del libro precedono di oltre un anno il risultato elettorale. Il dato racconta una coincidenza temporale tra successo editoriale e crescita politica, senza - naturalmente - voler dimostrare che il primo abbia prodotto la seconda. Il percorso di Salvini è diverso: Secondo Matteo, uscito nel 2016, resta sotto le 25.000 copie, mentre la Lega raggiunge il 17,4% alle politiche del 2018. Controvento, pubblicato nel 2024, supera le 21.000 copie in una fase in cui la Lega si colloca intorno all'8-9%. Consenso dimezzato rispetto al risultato del 2018, ma vendite dei due libri nello stesso ordine di grandezza.
Anche Matteo Renzi offre un caso interessante: Il mostro supera le 50.000 copie nel 2022, anno in cui Azione–Italia Viva raccolgono assieme il 7,8% alle politiche.
Le vendite di un libro possono quindi raggiungere risultati commerciali significativi anche quando la forza elettorale del suo autore è relativamente contenuta.
Per Elly Schlein l'almanacco conta ancora di più.
La nostra parte esce nel 2022, prima della sua elezione a segretaria del PD nel febbraio 2023, e rimane sotto le 10.000 copie.
L'imprevista arriva nel settembre 2024, quando il Partito Democratico è quotato attorno al 23%, ma nelle stime disponibili al giugno 2025 non ha ancora raggiunto le 5.000 copie.
Anche in questo caso una incongruenza tra consenso di un leader e vendite dei suoi libri.
Ma chi legge? Al contrario di ciò che si dice i giovani leggono, anche se il tempo per i libri diminuisce. Nei primi nove mesi del 2026 in Italia sono state vendute 69,8 milioni di copie, per 1,0265 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% a copie e del 3,2% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo l'Associazione Italiana Editori e NielsenIQ BookData.
Il dato più sorprendente riguarda però i giovani: secondo l'Osservatorio AIE 2025, l'89% dei ragazzi tra 15 e 17 anni dichiara di aver letto o ascoltato almeno in parte un libro negli ultimi dodici mesi, compresi ebook e audiolibri.
La quota è dell'82% tra i 18 e i 34 anni, del 79% tra i 35 e i 54 e del 68% tra i 55 e i 74. Complessivamente si arriva al 76% della popolazione tra 15 e 74 anni, pari a 33,9 milioni di persone. Ma mentre cresce il numero delle persone che entrano in contatto con i libri, diminuisce la frequenza: i lettori che aprono un libro almeno una volta alla settimana passano dal 72% del 2022 al 61% del 2025. Il tempo medio settimanale dedicato ai libri stampati scende da 3 ore e 32 minuti a 3 ore e 7 minuti. Più persone incontrano i libri ma il tempo dedicato alla lettura diventa di meno.
Secondo l'ISTAT nel 2024 i lettori italiani dai sei anni in su sono circa 32 milioni di persone. Le donne sono più degli uomine. Rispettivamente il 62,6% contro il 51,2% degli uomini; il 72,5% delle persone nelle famiglie più agiate contro il 43,9% di quelle nelle famiglie più povere.
Anche il territorio conta: nel Centro-Nord la quota dei lettori supera il 60%, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 47%.
Il pubblico dei libri non coincide con quello degli elettori.
E il mercato editoriale riflette disuguaglianze che la politica dovrebbe conoscere molto bene.
DALLE LIBRERIE ALLE URNE: IL VERO VALORE DI UN TOUR
La differenza tra vendere un libro e costruire notorietà diventa particolarmente interessante quando osserviamo la geografia delle presentazioni. Genova, Milano e Firenze sono le prime tappe di Salis. Per altri protagonisti della politica, da Renzi e Salvini fino a Decaro, De Luca ed Emiliano, le pubblicazioni hanno offerto occasioni per raccontare esperienze, proposte e identità pubbliche anche oltre il territorio di riferimento. Il libro diventa una meeting opportunity: permette di incontrare persone, costruire relazioni e occupare spazi di discussione in una fase nella quale una candidatura può essere ancora lontana, indefinita o semplicemente non comunicata.
Un comizio cerca consenso. Una presentazione può costruire le condizioni per cercarlo. È una distinzione utile per leggere i tour editoriali, senza attribuire automaticamente intenzioni elettorali ai loro protagonisti.
DEMOX ITALIA ha già acceso i riflettori sulla campagna 2026 e seguirà con attenzione anche questo particolare indicatore.
Il caso Roberto Vannacci sarà analizzato separatamente, perché il suo successo editoriale ha sì preceduto l'ingresso nella competizione elettorale ma le vendite del suo libro rappresentano un caso molto particolare, del quale probabilmente parleremo in futuro.
Il punto quindi è distinguere tre cose: quante persone comprano un libro, quante seguono il suo autore e quante lo votano. Perché nelle urne si contano i voti, nelle librerie si contano le copie, mentre la distanza tra questi due numeri racconta una parte ancora poco studiata della comunicazione politica italiana.
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