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Acqua italiana: 8,87 miliardi di metri cubi prelevati, meno 3%

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Prelievo: 8,87 mld m³. Dietro il dato c’è una scelta politica.

8,87 mld m³Prelievo
− 3,0%Variazione 2022-2024

Nel 2024 in Italia sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi d'acqua per uso potabile, il 3,0% in meno rispetto al 2022. Un calo che, a prima vista, sembra una buona notizia. Ma un numero più basso non prova da solo una gestione più efficiente.

Le ragioni possibili sono diverse. Il prelievo può diminuire perché si consuma meno acqua, perché si perde meno nelle reti, perché alcune fonti sono meno disponibili a causa della siccità, o perché sono cambiati i metodi di misura. Ognuna di queste spiegazioni ha un significato diverso: la prima e la seconda sono progressi, la terza è un problema, la quarta è solo una questione statistica.

Il dato va quindi letto insieme ad altri indicatori. Le perdite idriche delle reti di distribuzione, storicamente elevate in Italia, dicono quanta dell'acqua prelevata non arriva ai rubinetti. La continuità del servizio dice se in alcune aree l'acqua viene razionata. Lo stato dei corpi idrici dice quanto si stia chiedendo all'ambiente.

L'acqua potabile, inoltre, è solo una parte degli usi. Agricoltura, industria ed ecosistemi competono per la stessa risorsa, e nelle stagioni secche questa competizione diventa evidente. Per gli animali, selvatici e allevati, contano la distribuzione stagionale e la qualità dell'acqua più dei volumi immessi nelle reti.

Le fonti sono le statistiche dell'ISTAT e dell'ISPRA sull'acqua. Il dato nazionale apre una domanda; le risposte richiedono mappe di bacino e indicatori locali, perché la scarsità idrica si vive sempre in un territorio preciso.

Fonti

  • ISTAT acqua
  • ISPRA acqua

Etichette

  • ISTAT

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