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Agricoltura innovativa: 12 aziende su 100, ma nel Sud sono 6,2

1 min di lettura

Se c’è un numero da ricordare, è 12%.

12%Italia
24,5%Nord-est
6,2%Sud
5,2%Rinnovabili

Nel 2024 il 12% delle aziende agricole italiane ha introdotto almeno un'innovazione: dodici aziende su cento. La media, però, attraversa un Paese diviso. La quota sale al 24,5% nel Nord-est e al 19,4% nel Nord-ovest, scende al 10% nel Centro, al 6,2% nel Sud e all'8,1% nelle Isole.

Il divario territoriale si intreccia con quello dimensionale. Innova il 34,6% delle aziende grandi contro il 7,9% di quelle piccole. Poiché nel Sud prevalgono aziende di piccole dimensioni, una parte della distanza tra Nord e Sud si spiega con la struttura delle imprese, oltre che con la geografia.

Innovare, in agricoltura, significa cose molto diverse: nuovi macchinari, sistemi di irrigazione più efficienti, sensori per monitorare le colture, software di gestione, tecniche per ridurre l'uso di fertilizzanti. Queste innovazioni incidono anche su tracciabilità dei prodotti, biosicurezza e benessere degli animali negli allevamenti. Solo il 5,2% delle aziende produce energia da fonti rinnovabili, una quota bassa per un settore che dispone di spazi e scarti utilizzabili.

Per la politica agricola il dato suggerisce che un unico incentivo uguale per tutti non basta. Un'azienda piccola del Sud ha bisogno di assistenza tecnica e di accesso al credito prima ancora che di contributi per l'acquisto di macchinari.

I dati sono quelli ISTAT sull'innovazione nelle aziende agricole, da affiancare alle statistiche Eurostat sull'agricoltura. Per valutare le politiche servirebbero indicatori su produttività, emissioni e salute animale misurati prima e dopo gli interventi.

Il confronto in un grafico
Italia12%Nord-est24,5%Sud6,2%Rinnovabili5,2%

Fonti

  • ISTAT innovazione agricola
  • Eurostat agriculture

Etichette

  • ISTAT

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