Allevamenti europei: 132 milioni di suini e il peso nascosto dei territori
Suini: 132 milioni. Dietro il dato c’è una scelta politica.
A fine 2024 l'Unione europea contava circa 132 milioni di suini, 72 milioni di bovini e 67 milioni tra ovini e caprini. Nello stesso anno le produzioni hanno raggiunto 21,1 milioni di tonnellate di carne suina e 14,1 milioni di pollame.
Sono numeri di stock e di produzione, non indicatori di benessere animale né di impatto ambientale. Dicono quanti animali ci sono e quanta carne esce dagli allevamenti, non in quali condizioni vivano né quanto pesino su suolo, acqua e aria dei territori che li ospitano.
Il totale europeo nasconde concentrazioni molto diverse. L'allevamento intensivo tende a raggrupparsi in poche aree, dove la densità di animali per ettaro è altissima, mentre altre regioni ne contano pochissimi. È in queste concentrazioni che si accumulano i problemi: odori, nitrati nelle falde, pressione sui servizi veterinari. Un dato nazionale medio non li mostra.
Per confrontare davvero i territori servono altre misure: densità per ettaro, dimensione degli allevamenti, mortalità degli animali, uso di antibiotici e numero di controlli effettuati. Solo così si può capire se un Paese alleva molto perché è grande o perché concentra la produzione in modo intensivo.
La politica agricola dovrebbe rendere comparabili produzione, salute animale e impatto ambientale. Le fonti di partenza sono le statistiche Eurostat sul bestiame e i pareri dell'EFSA sul benessere animale. Il dato corretto evita due scorciatoie opposte: descrivere ogni allevamento come identico, oppure considerare automaticamente positiva qualsiasi riduzione del numero di capi.
Fonti
- Eurostat livestock
- EFSA animal welfare