AI Act: dal 2 agosto la trasparenza è un obbligo misurabile
2 agosto 2026: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Dal 2 agosto 2026 si applicano obblighi centrali dell'AI Act in materia di trasparenza. Chi interagisce con un sistema artificiale deve saperlo, e i contenuti generati o manipolati dall'IA devono essere riconoscibili nei casi previsti dal regolamento.
Per accompagnare questi obblighi la Commissione europea ha promosso un codice di condotta sulla trasparenza, indicando oltre 180 aderenti iniziali. È un numero che fa notizia, ma misura l'adesione, non la conformità. Firmare un codice è un impegno; rispettarlo nella pratica è un'altra cosa.
Per sapere se la trasparenza funziona servono indicatori concreti: quanti contenuti generati dall'IA vengono etichettati correttamente, quante segnalazioni arrivano dagli utenti, quanti controlli svolgono le autorità, quante sanzioni vengono applicate. Senza questi dati, l'obbligo resta una dichiarazione di principio.
In Italia il tema diventa particolarmente sensibile durante le campagne elettorali. Immagini e video manipolati possono circolare velocemente e influenzare il dibattito prima che qualcuno li smentisca. Un'etichetta nascosta in fondo a una descrizione non è trasparenza; una segnalazione leggibile, immediata e verificabile può invece cambiare il comportamento di chi guarda.
Il calendario di applicazione è pubblicato dalla Commissione europea. La misura del successo non sarà il numero di firmatari del codice, ma quanto spesso un cittadino, davanti a un contenuto artificiale, riuscirà a riconoscerlo come tale.
Fonti
- Commissione europea
- AI Act timeline