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Case efficienti: la direttiva europea non può ignorare 9,56 milioni di non occupate

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9,56 milioni. È il numero da cui parte questa storia.

9,56 milioniItalia non occupate
26,8%Quota
55%Rurale occupato

La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici spinge gli Stati a riqualificare il proprio patrimonio immobiliare, per ridurre consumi ed emissioni. In Italia, però, c'è un dato che complica il quadro: nel 2023 risultavano non occupate 9,56 milioni di abitazioni su 35,61 milioni, il 26,8% del totale.

La questione è dove concentrare gli sforzi. Riqualificare un appartamento abitato in una città con forte domanda riduce subito le bollette di una famiglia e ne aumenta il comfort. Intervenire su una casa non occupata in un'area rurale, dove è abitato soltanto il 55% delle abitazioni, può migliorarne il valore, ma senza produrre risparmi finché nessuno ci vive.

Il risultato di una politica di riqualificazione dipende quindi da tre variabili: il costo energetico evitato, l'effetto sul valore degli immobili e la presenza di residenti che beneficiano dell'intervento. Una direttiva uguale per tutto il territorio rischia di spendere risorse dove l'impatto è minore.

Potrebbe funzionare una strategia con priorità territoriali, che parta dagli edifici abitati, dalle famiglie in povertà energetica e dalle zone con maggiore domanda abitativa. Per valutarla non basta contare gli attestati di prestazione energetica o i cantieri aperti: servono dati su consumi reali prima e dopo i lavori, famiglie raggiunte e riduzione delle bollette.

I riferimenti sono il testo della direttiva su EUR-Lex e i dati ISTAT sulle abitazioni. Le case abbandonate, che sono una categoria diversa da quelle non occupate, restano un dato nazionale non disponibile.

Fonti

  • EUR-Lex EPBD
  • ISTAT abitazioni

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