Centosessantacinquemila incidenti: la sicurezza non è un optional
165.889. È il numero da cui parte questa storia.
Airbag, frenata automatica, cinture ai posti posteriori: per anni sono stati accessori da listino, poi dotazioni obbligatorie. Il motivo sta in numeri come questi. Nel 2022 in Italia si contarono 165.889 incidenti stradali con lesioni, 3.159 vittime e 223.475 feriti.
Il rapporto tra le tre cifre è istruttivo. Per ogni persona che perde la vita ce ne sono circa settanta che restano ferite: la gravità di un incidente dipende molto da ciò che accade nei pochi istanti dell'urto, e quindi da come sono costruiti veicoli e strade. È lì che la sicurezza smette di essere una questione di fortuna.
Una parte del rischio, però, non si compra con un'auto nuova. Il parco circolante invecchia lentamente, e chi guida un veicolo di quindici anni fa non ha le stesse protezioni di chi ne ha appena acquistato uno. La sicurezza diventa così anche una questione di reddito: chi può permettersi di cambiare auto riduce il proprio rischio prima degli altri.
Pedoni e ciclisti non hanno carrozzeria. Per loro contano velocità, attraversamenti, illuminazione e separazione dei percorsi, cioè scelte che spettano ai comuni più che ai costruttori. Un incrocio ridisegnato può salvare più vite di un optional in più.
I dati vengono dalla rilevazione ISTAT sugli incidenti stradali, che registra quanto accade ma non spiega da sola perché. Per capire quali interventi funzionano bisogna incrociare quei numeri con l'età dei veicoli, i limiti di velocità e i luoghi in cui gli incidenti si ripetono.
Fonti
- ISTAT, incidenti stradali