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Cossiga e l'elezione che finì prima di cominciare

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Scrutinio: 1°. Dietro il dato c’è una scelta politica.

1°Scrutinio
752Voti

Nel 1985 Francesco Cossiga fu eletto Presidente della Repubblica al primo scrutinio, con 752 voti. Un'elezione che, di fatto, era finita prima di cominciare: la partita si era giocata nelle settimane precedenti, fuori dall'aula di Montecitorio.

Arrivare al Quirinale al primo voto richiede un accordo largo e già chiuso. Nel caso di Cossiga, l'intesa coinvolse non solo i partiti della maggioranza di governo ma anche il principale partito di opposizione, il PCI. Il nome era stato scelto in una trattativa riservata, e i grandi elettori arrivarono al voto sapendo già come sarebbe finita.

Questo tipo di elezione mostra un aspetto poco visibile del sistema politico: la capacità di trovare convergenze trasversali sulle cariche di garanzia, anche quando sul governo lo scontro è aperto. Il Presidente della Repubblica, eletto da un'ampia maggioranza che supera gli schieramenti, parte con una legittimazione diversa da quella di un capo di governo.

La memoria di Cossiga è però legata soprattutto alla seconda parte del mandato, segnata dalle esternazioni e dai conflitti con i partiti. Il contrasto tra un'elezione così concorde e una presidenza così conflittuale è uno degli aspetti più interessanti della sua figura: il consenso iniziale non garantì un rapporto pacifico con chi lo aveva eletto.

I dati sono pubblicati dalla Presidenza della Repubblica. Il numero di scrutini necessari per eleggere un presidente è un buon indicatore del clima politico del momento: un solo voto racconta un accordo, molti voti una crisi.

Fonti

  • Presidenza della Repubblica

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