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Dal 5 al 16,4%: le imprese corrono, la produttività deve ancora rispondere

1 min di lettura

Se c’è un numero da ricordare, è 5%.

5%Prima
16,4%Dopo

Dal 5% al 16,4% in due anni: è la crescita delle imprese italiane che usano l'intelligenza artificiale secondo l'ISTAT. Le imprese corrono; la produttività, per ora, non ha ancora dato una risposta visibile.

Non è una situazione nuova. Alla fine degli anni Ottanta l'economista Robert Solow osservava che l'era dei computer si vedeva ovunque tranne che nelle statistiche sulla produttività. Ci vollero anni prima che l'informatica si traducesse in guadagni misurabili: le imprese dovevano riorganizzare il lavoro, formare il personale e cambiare i processi, non solo acquistare macchine.

Con l'IA il rischio è simile. Adottare uno strumento è rapido; ripensare il modo in cui si lavora attorno a quello strumento richiede tempo e investimenti che non compaiono nella percentuale di adozione. Un'impresa che usa l'IA per compiti marginali entra nella statistica senza cambiare la propria produttività.

C'è anche un problema di misura. La produttività si calcola su dati aggregati che arrivano con ritardo e che faticano a cogliere miglioramenti di qualità, come un servizio più rapido o meno errori. Parte dell'effetto dell'IA, se c'è, potrebbe restare invisibile a lungo nelle statistiche ufficiali.

La fonte è la rilevazione ISTAT su imprese e ICT. La domanda da porsi nei prossimi anni non è quante imprese usino l'IA, ma se quelle che la usano da più tempo mostrino risultati diversi dalle altre: è il confronto che può dire se la corsa porta da qualche parte.

Il confronto in un grafico
Prima5%Dopo16,4%

Fonti

  • ISTAT, imprese e ICT

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