Europa, 1,5 milioni di permessi edilizi: costruire non basta a rendere accessibile
1,5 milioni: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Nel 2024 nell'Unione europea sono stati autorizzati circa 1,5 milioni di nuovi alloggi. Il dato Eurostat misura i permessi di costruire, non le case completate, disponibili o a prezzo accessibile. Tra la firma di un permesso e una famiglia che entra in casa possono passare anni, e non sempre il percorso arriva alla fine.
L'offerta aggiuntiva può ridurre la pressione sui prezzi solo dove incontra domanda, infrastrutture e tempi rapidi. Nelle città dove il suolo è scarso e caro, costruire costa molto e i nuovi alloggi tendono a rivolgersi alla fascia alta del mercato. Nei piccoli centri, al contrario, spesso non manca l'offerta ma la domanda.
L'Italia mostra bene il paradosso. Con 9,56 milioni di abitazioni non occupate nel 2023, il Paese ha già un patrimonio enorme che non viene abitato stabilmente, eppure in molte città trovare una casa a un prezzo sostenibile è difficile. Il problema non è la quantità totale, ma dove si trovano le case e a quali condizioni sono disponibili.
Una politica europea sulla casa potrebbe funzionare se unisse nuova costruzione, recupero del patrimonio esistente e trasporti che rendano abitabili le aree dove le case ci sono già. Valutarla richiederebbe tre denominatori: permessi, alloggi completati e famiglie in attesa di una sistemazione. Usarne uno solo confonde attività edilizia e accessibilità.
Le fonti sono il rapporto Eurostat sulla casa del 2025 e i dati ISTAT sulle abitazioni. Il prossimo dato utile non è un nuovo numero di permessi, ma quanti di quei 1,5 milioni diventeranno case abitate e a quale prezzo.
Fonti
- Eurostat Housing 2025
- ISTAT abitazioni