Imprese e intelligenza artificiale: dal 5% al 16,4% in due anni
5,0%. È il numero da cui parte questa storia.
Tra le imprese italiane con almeno dieci addetti, l'uso dell'intelligenza artificiale è passato dal 5,0% nel 2023 all'8,2% nel 2024 e al 16,4% nel 2025. La serie anno per anno rivela un dettaglio che il confronto tra inizio e fine nasconde: la vera accelerazione è arrivata nell'ultimo anno, quando la quota è quasi raddoppiata.
Il perimetro dell'indagine è importante. Le imprese con almeno dieci addetti sono una minoranza del tessuto produttivo italiano, fatto in gran parte di microimprese. Il 16,4% descrive quindi le aziende più strutturate; tra le più piccole, che non rientrano nella rilevazione, la diffusione è con ogni probabilità diversa.
Anche l'intensità d'uso resta fuori dal dato. Una prova sperimentale con un assistente generativo e un sistema integrato nei processi produttivi entrano nello stesso indicatore. L'accelerazione del 2025 potrebbe riflettere soprattutto la diffusione di strumenti facili da provare, più che trasformazioni profonde dell'organizzazione.
Passare dal 5% al 16,4% in due anni è una buona notizia: mostra una disponibilità delle imprese a sperimentare. Il controllo successivo deve però verificare competenze del personale, dimensione aziendale, settori coinvolti e risultati ottenuti: adottare una tecnologia non significa ancora saperla usare con profitto.
Le fonti sono la rilevazione ISTAT su imprese e ICT del 2025 e le statistiche Eurostat sulla digitalizzazione. Il dato del 2026 dirà se il raddoppio è stato un salto una tantum o l'inizio di una diffusione stabile.
Fonti
- ISTAT Imprese ICT 2025
- Eurostat digitalisation