Materiali circolari al 12,2%: quattro punti guadagnati dal 2004
Se c’è un numero da ricordare, è 12,2%.
Nel 2024 il 12,2% delle risorse materiali usate nell'Unione europea proveniva da materiali riciclati. Vent'anni prima, nel 2004, la quota era più bassa di quattro punti. È l'indicatore che gli statistici chiamano tasso di utilizzo circolare dei materiali.
La sua particolarità è che non misura quanto si raccoglie o si ricicla, ma quanto la materia recuperata sostituisce davvero quella nuova. Un Paese può avere una raccolta differenziata eccellente e un tasso circolare basso, se i materiali raccolti non tornano nei processi produttivi o se il consumo totale di risorse cresce più in fretta del riciclo.
Proprio per questo l'indicatore è severo. Può migliorare quando aumenta l'uso di materie prime seconde, ma può peggiorare anche mentre il riciclo cresce, se l'economia assorbe sempre più materiali. È una misura che obbliga a guardare insieme il numeratore, cioè ciò che rientra nel ciclo, e il denominatore, cioè tutto ciò che consumiamo.
La buona notizia è lenta ma concreta: più materia rientra nel ciclo produttivo rispetto a vent'anni fa. Il limite è altrettanto chiaro. Quasi 88 parti su cento delle risorse usate continuano a venire da estrazioni nuove, dal suolo, dalle miniere, dai giacimenti, spesso fuori dall'Europa. Quattro punti in due decenni sono un ritmo troppo lento per cambiare questa proporzione in tempi brevi.
Il dato è pubblicato da Eurostat e commentato nei rapporti dell'Agenzia europea dell'ambiente sull'economia circolare. Il segnale da cercare nei prossimi anni è un'accelerazione: senza, l'economia circolare resterà per molto tempo una piccola parte dell'economia reale.
Fonti
- Eurostat circularity
- EEA circular economy