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L'intelligenza artificiale è triplicata prima che imparassimo a misurarla

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Prima: 5%. Dietro il dato c’è una scelta politica.

5%Prima
16,4%Dopo

In Italia la quota di imprese che usa tecnologie di intelligenza artificiale è passata dal 5% al 16,4% in due anni. Più che triplicata, in un periodo in cui gli strumenti di IA generativa sono diventati accessibili a chiunque.

La velocità è la notizia, ma anche il problema. Le statistiche sull'adozione contano quante imprese dichiarano di usare almeno una tecnologia di IA, senza dire quanto la usino, per quali attività e con quali risultati. Un'azienda che prova un assistente per scrivere email e una che automatizza la produzione finiscono nella stessa percentuale.

La misura dell'effetto arriva sempre dopo quella della diffusione. Per sapere se l'IA migliora davvero il lavoro servono dati su produttività, qualità del servizio, errori e competenze del personale. Oggi sappiamo con buona precisione quante imprese hanno iniziato; sappiamo molto meno di cosa sia cambiato dentro di loro.

C'è poi la distribuzione. L'adozione tende a concentrarsi nelle imprese più grandi e nei settori già digitalizzati, mentre la piccola impresa, che in Italia pesa moltissimo, resta più indietro. Una media in forte crescita può nascondere una distanza che si allarga.

La fonte è l'ISTAT, con la rilevazione su imprese e ICT. La politica, che vuole incentivare l'innovazione, ha bisogno di strumenti per misurarne gli effetti prima di finanziarla: altrimenti rischia di premiare l'annuncio più che il risultato.

Il confronto in un grafico
Prima5%Dopo16,4%

Fonti

  • ISTAT, imprese e ICT

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