La transizione promessa, il garage che continua a riempirsi
+1,3% annuo: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.
Germania +0,7% l'anno, Spagna +0,4%, Francia +0,3%. Italia +1,3%. Sono le variazioni medie annue del tasso di motorizzazione tra il 2018 e il 2023: mentre gli altri grandi Paesi europei rallentano, il garage italiano continua a riempirsi.
La differenza non si spiega con il reddito. Germania e Francia hanno economie più ricche e un'industria automobilistica importante, eppure le loro auto per abitante crescono più lentamente. Contano di più la struttura del territorio, l'offerta di trasporto pubblico e le politiche urbane che rendono più o meno conveniente rinunciare a un'auto.
Il dato pesa soprattutto sulla transizione energetica. Sostituire il parco con veicoli a basse emissioni è un compito proporzionale al numero di auto in circolazione: più veicoli significano più auto da cambiare, più punti di ricarica da installare, più risorse pubbliche e private da mobilitare. Un parco che cresce allunga la strada invece di accorciarla.
C'è anche un costo quotidiano che non compare nelle statistiche. Ogni auto in più occupa spazio in strada, richiede un parcheggio, pesa sul bilancio di una famiglia tra assicurazione, bollo e manutenzione. Per molte famiglie la seconda auto non è una scelta di comodità, ma l'unico modo per far conciliare lavoro, scuola e servizi lontani.
I dati di riferimento sono quelli ISTAT sul parco veicolare 2023. Il confronto con i vicini europei suggerisce che la tendenza non è inevitabile: dipende da scelte su trasporti e città che altri Paesi hanno fatto prima.
Fonti
- ISTAT, parco veicolare 2023