MRSA -20,4%: una resistenza può arretrare quando la sorveglianza funziona
-20,4%. È il numero da cui parte questa storia.
Nell'Unione europea l'incidenza stimata delle infezioni del sangue da MRSA, lo stafilococco resistente alla meticillina, è diminuita del 20,4% tra il 2019 e il 2024. Nel 2024 si è fermata a 4,48 casi ogni 100 mila abitanti, sotto il traguardo europeo fissato per il 2030.
È una delle poche buone notizie nel campo della resistenza agli antibiotici, e proprio per questo va raccontata con precisione. Il risultato riguarda un batterio, un tipo di infezione e un periodo definiti. Non autorizza a pensare che la resistenza antimicrobica stia arretrando in generale.
Il calo dimostra però una cosa importante: le curve si possono piegare. L'MRSA è stato per anni un simbolo delle infezioni ospedaliere, e il suo arretramento è associato a misure concrete come igiene delle mani, isolamento dei pazienti colonizzati, sorveglianza sistematica e uso più attento degli antibiotici. Sono interventi noti, che funzionano quando vengono applicati con continuità.
Raggiungere in anticipo l'obiettivo del 2030 non significa che il lavoro sia finito. I risultati ottenuti con la prevenzione vanno mantenuti, perché basta allentare i controlli perché i numeri tornino a salire. E gli stessi strumenti vanno estesi ad altri batteri resistenti, dove la situazione è meno favorevole.
Le fonti sono il rapporto ECDC del 2024 e le pagine dell'agenzia sulla resistenza antimicrobica. La prossima rilevazione dirà se il calo si consolida o se il 2024 è stato un minimo destinato a non durare.
Fonti
- ECDC rapporto 2024
- ECDC AMR