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Persepolis: la geopolitica entra nella vita quotidiana prima che nelle mappe

1 min di lettura

Prima la cifra: 2007. Poi la domanda che conta.

2007Film
animazioneForma
rivoluzione ed esilioTema

Persepolis, film d'animazione del 2007 tratto dal fumetto autobiografico di Marjane Satrapi, racconta la rivoluzione iraniana, la guerra con l'Iraq e l'esilio attraverso gli occhi di una ragazza. Il bianco e nero dell'animazione toglie i dettagli e lascia l'essenziale: come la grande storia entra nelle case.

Una scena domestica può spiegare il potere meglio di una cartina. Nel film le norme imposte dal nuovo regime cambiano la scuola, il modo di vestirsi, il linguaggio consentito in pubblico, le feste private. La guerra si sente nei rifugi, nelle notizie dei parenti, nelle partenze di chi può andarsene. La geopolitica diventa esperienza quotidiana prima di diventare una linea su una mappa.

Il film ha però il limite di ogni racconto autobiografico. Mostra il punto di vista di una famiglia colta, laica e benestante di Teheran; non rappresenta ogni esperienza iraniana di quegli anni. La sua forza sta nella scala individuale, il suo rischio è generalizzare a partire da una voce sola.

Per leggere migrazioni, regimi e conflitti servono entrambe le scale. Le statistiche su rifugiati e sfollati misurano l'ampiezza dei fenomeni; una storia come Persepolis mostra il meccanismo umano dietro i numeri. Nessuna delle due deve sostituire l'altra: i dati senza storie diventano astratti, le storie senza dati diventano aneddoti.

Per affiancare le due prospettive si possono consultare il film distribuito da Sony Pictures Classics e il database dell'UNHCR sui rifugiati.

Fonti

  • Sony Pictures Classics, Persepolis
  • UNHCR Refugee Data Finder

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