Pertini: sedici scrutini per trovare l'uomo più popolare
Scrutinio: 16°. Dietro il dato c’è una scelta politica.
L'8 luglio 1978 Sandro Pertini fu eletto Presidente della Repubblica al sedicesimo scrutinio, con 832 voti. È il numero di voti più alto mai raccolto da un presidente nella storia della Repubblica. Eppure arrivò dopo quindici votazioni andate a vuoto.
Il paradosso ha una spiegazione. Il 1978 era un anno drammatico: il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro avevano sconvolto il Paese, e le dimissioni anticipate del presidente Giovanni Leone avevano aperto la successione in un clima di forte tensione. Trovare un nome condiviso tra partiti divisi richiese giorni di trattative e molte candidature bruciate.
Quando l'accordo arrivò, fu larghissimo. Pertini, socialista, partigiano, figura di grande integrità morale, riuscì a raccogliere voti ben oltre il proprio partito. I sedici scrutini misurano la difficoltà di arrivare a un'intesa; gli 832 voti misurano l'ampiezza dell'intesa una volta trovata.
Il resto della storia è noto. Pertini divenne il presidente più popolare della Repubblica, capace di un rapporto diretto con i cittadini che nessun predecessore aveva avuto. Ma quella popolarità non era prevedibile dal lungo stallo dell'elezione: il titolo lo ricorda, servirono sedici scrutini per trovare l'uomo che poi tutti avrebbero amato.
I dati sono disponibili sul sito della Presidenza della Repubblica. Messi accanto a quelli delle altre elezioni presidenziali, mostrano che la durata di un'elezione dice poco sulla forza del mandato che ne esce.
Fonti
- Presidenza della Repubblica