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Quasi metà delle imprese lavora su una nuvola molto concreta

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2023: 45,2%. Dietro il dato c’è una scelta politica.

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+4,2 p.p.Variazione

Nel 2023 il 45,2% delle imprese europee acquistava servizi di cloud computing, 4,2 punti in più rispetto al 2021. La nuvola, per quasi metà delle aziende, è diventata un'infrastruttura concreta: posta elettronica, archivi, software gestionali, sistemi di calcolo che non stanno più in un server in ufficio.

Il cloud cambia il modo in cui un'impresa si organizza. Permette di pagare solo le risorse che si usano, di lavorare da luoghi diversi sugli stessi documenti, di accedere a strumenti avanzati senza investire in macchine proprie. Per molte piccole imprese è il modo più semplice per digitalizzarsi.

Il dato, però, conta le imprese che comprano almeno un servizio cloud, senza distinguere tra chi usa soltanto la posta elettronica e chi ha spostato sulla nuvola l'intera gestione aziendale. Due livelli di digitalizzazione molto lontani finiscono nella stessa percentuale.

C'è poi un aspetto meno visibile: la dipendenza. La maggior parte dei servizi cloud usati in Europa è fornita da poche grandi aziende, in gran parte non europee. Più le imprese affidano dati e processi a questi fornitori, più diventano rilevanti questioni come la sicurezza, la localizzazione dei dati e la possibilità di cambiare fornitore senza costi eccessivi.

Il riferimento è la statistica Eurostat sull'uso del cloud nelle imprese. La crescita di 4,2 punti in due anni indica una diffusione costante; per capire cosa stia cambiando davvero servirebbe sapere quali servizi vengono acquistati e da chi.

Fonti

  • Eurostat, cloud computing

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