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Rinnovabili al 46,9% dell'elettricità europea: quasi metà, non ancora tutto

1 min di lettura

UE 2024: 46,9%. Dietro il dato c’è una scelta politica.

46,9%UE 2024
88,4%Danimarca

Nel 2024 il 46,9% dell'elettricità netta prodotta nell'Unione europea è arrivato da fonti rinnovabili. Danimarca, Portogallo e Croazia hanno superato il 70%, con la Danimarca all'88,4%.

È un avanzamento strutturale, costruito in anni di investimenti in eolico, solare e reti. Ma la media europea unisce sistemi energetici lontanissimi: Paesi con molta idroelettrica o vento costante, e altri ancora legati al carbone o al gas. Il 46,9% è una somma di storie nazionali molto diverse.

Il limite da non dimenticare è nella definizione. Si parla di elettricità, non di tutta l'energia: trasporti, riscaldamento e industria usano ancora in gran parte combustibili fossili. Quasi metà dell'elettricità non significa quasi metà dei consumi energetici complessivi, e la quota rinnovabile comprende anche fonti diverse da sole e vento.

La notizia positiva regge proprio se conserva questo limite. Il prossimo test riguarda reti, sistemi di accumulo e la capacità di ridurre l'uso dei fossili nelle ore in cui sole e vento non producono. Senza queste infrastrutture, ogni nuovo impianto rinnovabile rischia di produrre quando serve meno.

Le fonti sono le statistiche Eurostat su rinnovabili ed energia. Il dato danese mostra che quote molto alte sono possibili; il divario con la media europea mostra quanto lavoro resti da fare per arrivarci.

Il confronto in un grafico
UE 202446,9%Danimarca88,4%

Fonti

  • Eurostat renewables
  • Eurostat energy

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