Salario minimo europeo: la soglia conta meno della copertura reale
Soglia copertura: 80%. Dietro il dato c’è una scelta politica.
La direttiva europea sui salari minimi adeguati, la 2022/2041, non impone un'unica cifra all'Unione. Chiede procedure per stabilire salari minimi adeguati dove esistono per legge, criteri per aggiornarli e, soprattutto, un'ampia copertura della contrattazione collettiva. Quando questa copertura è inferiore all'80%, gli Stati devono predisporre un piano d'azione per aumentarla.
Per l'Italia, che non ha un salario minimo legale e affida i minimi ai contratti collettivi, il punto centrale è proprio la copertura. Sulla carta molti lavoratori sono coperti da un contratto; nei fatti bisogna capire quale contratto venga applicato e se le paghe rispettino i minimi previsti.
La difficoltà è di misura. Il numero di contratti depositati è molto alto, e tra questi ce ne sono alcuni firmati da organizzazioni poco rappresentative, con minimi più bassi di quelli dei contratti principali. Contare i contratti non dice quanti lavoratori siano tutelati in modo adeguato, né quanti ricevano retribuzioni inferiori ai minimi dichiarati.
Un sistema di monitoraggio efficace dovrebbe collegare, lavoratore per lavoratore, il contratto applicato, le ore lavorate e la retribuzione effettiva. I dati amministrativi esistono in gran parte, ma sono sparsi tra enti diversi. Finché non vengono messi in relazione, il dibattito resta sospeso tra una soglia simbolica e una percentuale di copertura difficile da accertare.
Il testo della direttiva è su EUR-Lex; le statistiche Eurostat sulle retribuzioni permettono i confronti europei. Per l'Italia la domanda utile non è se l'80% sia raggiunto sulla carta, ma quanti lavoratori stiano davvero sotto la soglia di una paga dignitosa.
Fonti
- EUR-Lex
- Eurostat earnings