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Tre punti in più sotto il palco

1 min di lettura

21,7%. È il numero da cui parte questa storia.

21,7%2023
24,7%2024

Nel 2024 il 24,7% degli italiani ha assistito ad almeno un concerto di musica non classica, contro il 21,7% del 2023. Tre punti in più in un anno: sotto il palco è tornata una parte consistente del pubblico.

Il dato misura la partecipazione, non la frequenza. Chi è andato a un solo concerto in tutto l'anno conta quanto chi ne ha visti venti. Dice quindi quanto è ampia la platea, non quanto sia intenso il consumo di musica dal vivo. È una differenza importante per capire se la crescita venga da nuovi spettatori o dai soliti appassionati.

Tre punti percentuali corrispondono a molte persone in più. Una parte della crescita può dipendere dall'offerta: grandi tour negli stadi, festival estivi, eventi gratuiti organizzati dai comuni. Un'altra parte dalla domanda, con un pubblico che dopo gli anni della pandemia ha riscoperto l'esperienza collettiva del concerto.

La presenza ai concerti racconta anche un'economia. Dietro ogni evento ci sono tecnici, service, sicurezza, trasporti, ristorazione: lavoro che il consumo di musica in streaming non genera. Un aumento della partecipazione dal vivo ha quindi effetti che vanno oltre il settore musicale in senso stretto.

La fonte è l'indagine ISTAT su cultura e tempo libero. Per capire se la crescita è solida bisognerà vedere il dato del 2025, e sapere quanto costa andare a un concerto: se i prezzi salgono più della partecipazione, il pubblico rischia di restringersi.

Il confronto in un grafico
202321,7%202424,7%

Fonti

  • ISTAT, cultura e tempo libero

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