Centotremila persone tornano a bussare al mercato
Se c’è un numero da ricordare, è 33,2%.
Nel giugno 2026 l'inattività tra i 15 e i 64 anni è scesa al 33,2%, con 103 mila inattivi in meno rispetto al mese precedente. Centotremila persone che non lavoravano e non cercavano lavoro sono tornate, in qualche forma, dentro il mercato.
Uscire dall'inattività può significare due cose diverse: trovare un impiego o cominciare a cercarlo. Nel primo caso aumentano gli occupati, nel secondo i disoccupati. Il calo dell'inattività è quindi una buona notizia per la partecipazione, ma da solo non dice se quelle persone abbiano trovato lavoro.
Il 33,2% resta comunque un valore alto: un italiano su tre in età da lavoro non lavora e non cerca. Tra gli inattivi ci sono studenti, persone che si occupano della casa o di familiari, chi è scoraggiato dopo lunghe ricerche senza risultato e chi ha smesso per motivi di salute. Ogni gruppo risponde a leve diverse, dai servizi per l'infanzia ai centri per l'impiego.
Un singolo mese, inoltre, va preso con cautela. Il dato mensile dell'ISTAT è provvisorio e può essere rivisto, e le variazioni da un mese all'altro sono spesso influenzate da fattori stagionali. Centotremila persone in meno sono un segnale, non ancora una tendenza.
La rilevazione è quella ISTAT su occupati e disoccupati di giugno 2026. Per capire dove siano andate quelle persone bisogna leggere insieme i tre indicatori del mese: inattività, occupazione e disoccupazione.
Fonti
- ISTAT, occupati e disoccupati giugno 2026