Duecentosettantamila atleti contro la barriera più ostinata
270 mila. È il numero da cui parte questa storia.
Nel 2021 circa 270 mila persone con limitazioni gravi e meno di 65 anni praticavano attività sportiva in Italia, secondo l'ISTAT. È il numero di chi ha superato quella che il titolo chiama la barriera più ostinata: l'insieme degli ostacoli che separano una persona con disabilità dalla possibilità di fare sport.
La cifra, da sola, non dice quanto sia alta o bassa. Per giudicarla servirebbe sapere quante persone con limitazioni gravi ci siano nella stessa fascia d'età e quante vorrebbero praticare senza riuscirci. Il dato va quindi letto come un punto di partenza per costruire un indicatore di accesso, più che come un traguardo.
Le barriere sono di diversi tipi. Ci sono quelle fisiche, come impianti senza accessi adeguati o spogliatoi inutilizzabili. Quelle economiche, perché attrezzature e ausili sportivi costano molto. Quelle organizzative, come la mancanza di società sportive che offrano attività adatte o di istruttori formati. E quelle culturali, legate all'idea che lo sport non sia per tutti.
Ognuna richiede una risposta diversa, e nessuna si risolve con un singolo intervento. Rendere accessibile un impianto non basta se mancano trasporti adatti per raggiungerlo; formare un istruttore non basta se la società non può permettersi le attrezzature.
La fonte è la pubblicazione ISTAT Sportivamente. Per trasformare i 270 mila in un indicatore utile servirebbe ripetere la misura nel tempo e confrontarla con la popolazione di riferimento, regione per regione.
Fonti
- ISTAT, Sportivamente
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Lo sport oltre il risultato72h 15’