Quando si chiudono gli impianti, la sedentarietà apre la porta
Sport: 51,3→36,2%. Dietro il dato c’è una scelta politica.
Quando nel 2020 palestre, piscine e campi sportivi sono stati chiusi, la pratica sportiva dei più giovani è crollata. Tra i bambini e ragazzi di 3-17 anni la pratica continuativa è scesa dal 51,3% al 36,2% nel 2021, mentre la sedentarietà è salita dal 22,3% al 27,2%. Il titolo lo dice con una formula: quando si chiudono gli impianti, la sedentarietà apre la porta.
La lezione riguarda il ruolo degli impianti sportivi. Spesso vengono considerati servizi accessori, da finanziare quando avanzano risorse. La pandemia ha mostrato che sono infrastrutture di salute pubblica: quando mancano, una parte consistente dei ragazzi smette di muoversi in modo regolare, con effetti su peso, benessere psicologico e socialità.
Non tutto lo sport, però, richiede impianti chiusi. Parchi attrezzati, piste ciclabili, cortili scolastici aperti, spazi all'aperto per giochi di squadra sono meno vulnerabili a chiusure e restrizioni, e costano meno di una palestra. Un sistema sportivo più resiliente è anche un sistema più distribuito, con molte possibilità di movimento vicino a casa.
La scuola è il punto in cui queste due strade si incontrano. Le palestre scolastiche, spesso chiuse nel pomeriggio, e i cortili potrebbero diventare luoghi di sport per tutto il quartiere. Garantire ore di educazione fisica di qualità significa raggiungere anche i ragazzi che fuori dalla scuola non praticano nulla.
I dati vengono dall'indagine ISTAT su sport e sedentarietà del 2021. Il confronto con gli anni successivi dirà quanto rapidamente i ragazzi siano tornati negli impianti, e quanti abbiano invece trovato la porta chiusa anche dopo la riapertura.
Fonti
- ISTAT, sport e sedentarietà 2021
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Lo sport oltre il risultato72h 15’