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La generazione che perse quindici punti di sport

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51,3→36,2%. È il numero da cui parte questa storia.

51,3→36,2%Sport
22,3→27,2%Sedentarietà

Nel 2021 la pratica sportiva continuativa tra bambini e ragazzi di 3-17 anni è scesa al 36,2%, dal 51,3% precedente. Nello stesso periodo la sedentarietà è salita dal 22,3% al 27,2%. Quindici punti di sport persi da una generazione, in un tempo brevissimo.

Il contesto è la pandemia. Palestre chiuse, campionati giovanili sospesi, scuole a distanza con l'educazione fisica ridotta al minimo, parchi e spazi pubblici con accessi limitati. Per molti ragazzi l'attività sportiva organizzata si è interrotta di colpo, e con essa l'abitudine al movimento regolare.

Il calo è stato più forte della crescita della sedentarietà, e questo suggerisce che una parte dei ragazzi abbia continuato a muoversi in forme non organizzate, come passeggiate, giochi all'aperto o attività in casa. Ma la perdita della pratica continuativa ha un peso particolare: è quella che costruisce abilità, relazioni con i coetanei e un rapporto duraturo con lo sport.

La domanda più importante riguarda gli anni successivi. Un'interruzione in età di crescita può lasciare tracce: chi ha smesso a dieci o dodici anni non sempre riprende, e l'adolescenza è già un'età in cui l'abbandono sportivo è frequente. Recuperare quella generazione richiede offerte accessibili, a scuola e nel territorio, pensate anche per chi ha perso l'abitudine.

I dati sono tratti dall'indagine ISTAT su sport e sedentarietà del 2021. Il confronto con le rilevazioni successive dirà se i quindici punti sono stati recuperati o se una parte della generazione della pandemia è rimasta ferma.

Fonti

  • ISTAT, sport e sedentarietà 2021

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