Futuro Nazionale: due terzi del bacino arrivano dal centrodestra
Prima la cifra: 50,0%. Poi la domanda che conta.
Da dove arrivano gli elettori di Futuro Nazionale? Il modello DEMOX P2S-BAL, costruito su 343 casi reali, prova a rispondere. Secondo le sue stime il 50,0% del bacino del partito proviene da chi nel 2022 aveva votato FdI, il 9,4% dalla Lega e il 7,3% da Forza Italia. In totale, il 66,7% arriva dai tre partiti del centrodestra.
Il modello va letto per quello che è. Non è un sondaggio nazionale e non misura quanti italiani voterebbero il partito: descrive la composizione del suo elettorato potenziale, cioè da quali scelte passate provengono le persone che oggi lo considerano. Non dice nulla sulla probabilità che un singolo elettore cambi voto.
L'altra componente rilevante è il non voto. Il 21,9% del bacino proviene da chi nel 2022 non aveva votato. Con una definizione più ampia di elettorato libero, che comprende anche chi non risponde e le categorie non attribuibili a un partito, la quota arriva a circa il 25,0%. Non va confusa con l'astensione in senso stretto, che è solo una parte di questo insieme.
Il quadro che ne emerge è chiaro: Futuro Nazionale cresce soprattutto sottraendo voti agli alleati potenziali, molto meno portando nuovi elettori nell'area della destra. È una crescita dentro la coalizione più che oltre i suoi confini.
Da qui nasce il dilemma strategico. Da alleato, il partito può spostare il programma del centrodestra; da forza autonoma, rischia di dividere la destra nei collegi uninominali. I dati di riferimento sono il dataset interno DEMOX e i risultati delle politiche 2022.
Fonti
- Dataset interno DEMOX
- Risultati politiche 2022
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