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Giorgia Meloni tende le mani, ospitando sul palmo della mano dieci parlamentari. 5 vestiti di rosso, 5 vestiti di blu. L'immagine su ispira a Matrix e la famosa scena pillola rossa pillola blu. Meloni indossa gli iconici occhiali e giubbino di pelle. Lo sfondo riporta la parola stabilicum.

pic: ekomedia | ai

SPECIALE STABILICUM / REGIONI ROSSE O BLU: LO STABILICUM CAMBIA IL COLORE DEGLI ELETTI

2 min di lettura

Le roccaforti conservano i loro parlamentari. Ma i seggi nelle regioni seguono il vincitore nazionale.

19 Seggipremio nelle quattro regioni storicamente rosse
ZERO"Seggi premio" alla coalizione che vince in regione ma perde in Italia

di Demox Italia
Nel grande Risiko elettorale italiano lo Stabilicum introduce una variabile che attraversa le roccaforti politiche. Se vince la destra in Italia, una regione storicamente rossa conta meno? E se vince la sinistra, cosa accade in Lombardia o nel Veneto leghista? La risposta ha due facce.

Il numero dei parlamentari assegnati a ciascun territorio non dipende dal colore di chi vince le elezioni. Può cambiare, invece, l'appartenenza politica degli eletti. Lo Stabilicum riserva 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che arriva prima e raggiunge almeno il 42% in entrambe le Camere. Non sono posti aggiuntivi: fanno già parte delle quote territoriali e, quando scatta il premio, vengono sottratti al riparto proporzionale ordinario.

Prendiamo la tradizionale zona rossa: Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Marche. Nella ripartizione prospettica del 2026 eleggono complessivamente 103 parlamentari. Di questi, 19 sono riservati al premio: sei in Toscana, otto in Emilia-Romagna, due in Umbria e tre nelle Marche. Se vince il centrodestra nazionale, i 19 seggi-premio sono suoi. Se vince il centrosinistra, spettano al centrosinistra. Il meccanismo è identico anche nelle altre regioni: stessi rappresentanti nel numero, non necessariamente nei colori politici.

Facciamo un esperimento.

In Toscana si presentano due sole coalizioni: il centrosinistra ottiene il 60% dei voti, il centrodestra il 40%. Al Senato la regione dispone di dodici seggi, due riservati al premio. Se il vincitore nazionale è il centrodestra, i dieci seggi proporzionali si dividono sei a quattro; aggiungendo i due del premio, il risultato è sei a sei. Se il premio nazionale va invece al centrosinistra, la stessa Toscana elegge otto senatori di centrosinistra e quattro di centrodestra. Stessi voti locali, delegazioni politiche differenti.
Chiaramente è un esempio a due coalizioni, non una proiezione elettorale.

La conclusione è meno immediata di uno slogan: nessuna regione perde parlamentari, ma il voto locale può pesare diversamente sulla composizione politica della propria delegazione. Vale per la Toscana se vince il centrodestra. Vale per il Veneto se vince il centrosinistra. E se nessuna coalizione conquista il premio, i seggi ordinari tornano al riparto proporzionale.

NOTA METODOLOGICA – I dati territoriali derivano dalla ripartizione prospettica basata sul censimento 2021, non da una proclamazione di eletti. L'esempio toscano assume due sole coalizioni e non ricostruisce soglie, resti, candidature o correttivi complessivi.

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