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Protagonisti Movimento 5 Stelle: Di Maio, Conte, Grillo, Taverna, Casaleggio, Azzolina, Barbara Lezzi

pic: ekomedia | ai

SPECIALE STABILICUM – IL PARADOSSO CINQUE STELLE E LA CORSA AL SUD.

2 min di lettura

Cosa sarebbe successo 2018 con lo Stabilicum? Siamo in un'altra era politica: il M5S diventa il primo partito italiano. Al Sud corre molto più che al Nord. Ma al M5S il premio dello Stabilicum non sarebbe scattato.

47,3%Consenso M5S al Sud nel 2018 secondo l'Istituto Cattaneo
−59,5%Riduzione dei voti di lista M5S politiche 2018 vs 2022
+21,8 ppAumento divario Sud/Nord-Est Tra il 2013 e il 2018

di Demox Italia
Nel 2013 Beppe Grillo porta il Movimento 5 Stelle al 25,56% alla Camera. Cinque anni dopo Luigi Di Maio lo conduce al 32,66% dei voti di lista. È il primo partito italiano. Il centrodestra, sommando i partiti della coalizione, raggiunge circa il 37%. Con le regole dello Stabilicum nessuno dei due otterrebbe il premio: la soglia è il 42% nazionale.

Qui i dati raccontano una storia nella storia. Nel 2013 il Movimento raccoglie il 26,6% al Sud e il 24,8% nel Nord-Est. Soltanto 1,8 punti separano le due aree. Nel 2018 il Movimento cambia geografia e prende l'accento meridionale: al Sud sale al 47,3%, mentre nel Nord-Est scende al 23,7%. La distanza diventa 23,6 punti.

In cinque anni il divario politico interno al movimento tra Sud e Nord-Est aumenta di 21,8 punti percentuali. Non è soltanto un partito più grande: è un partito il cui consenso si concentra sempre più nel Mezzogiorno. E la sua distribuzione regionale diventa molto meno uniforme.

La carta elettorale lo conferma. Nel 2018, al Senato, il M5S ottiene il 48,10% in Sicilia e il 44,11% in Puglia. In Veneto invece è il centrodestra a raggiungere il 48,17%. Tre risultati territoriali oltre il 42%, eppure nessuno avrebbe fatto scattare il premio di maggioranza dello Stabilicum: conta il risultato nazionale, non il primato nella singola regione.

Siamo nel 2022. Con Giuseppe Conte il Movimento scende al 15,43% alla Camera. Dai 10.697.994 voti di lista del 2018 passa a 4.333.748: 6.364.246 voti in meno, il 59,5%. In Campania, però, resta primo al Senato con il 34,68%, contro il 33,24% del centrodestra. Applicando lo Stabilicum ai risultati del 2022, i seggi-premio campani sarebbero riservati al centrodestra, vincitore nazionale.

Ecco il paradosso: nel 2018 il M5S è il primo partito italiano, ma non raggiunge il 42%. Nel 2022 conserva una roccaforte elettorale, ma il premio va a un'altra coalizione. Tre elezioni, tre fasi: l'esordio nazionale, l'accelerazione meridionale, il ridimensionamento. Lo stesso risultato, sotto regole diverse, può produrre rappresentanze differenti.

NOTA METODOLOGICA – Confronto controfattuale a voti invariati. Lo Stabilicum non era vigente nelle elezioni considerate; non vengono simulate variazioni delle scelte elettorali, candidature o attribuzioni nominative.

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