Il 15,2% sospeso tra scuola e lavoro
Prima la cifra: 15,2%. Poi la domanda che conta.
Nel 2024 il 15,2% dei giovani italiani tra 15 e 29 anni non studiava, non lavorava e non seguiva un percorso di formazione. Sono i NEET, e la loro condizione è quella di chi resta sospeso: uscito dalla scuola, non ancora entrato nel lavoro.
La media nazionale nasconde due divari. Il primo è di genere: il 16,6% delle giovani donne contro il 13,8% dei coetanei maschi. Il secondo è territoriale e ancora più ampio: nel Mezzogiorno l'incidenza supera il doppio di quella del Centro-Nord. Una ragazza del Sud ha una probabilità di trovarsi in questa condizione molto più alta di un ragazzo del Nord.
Dietro la sigla ci sono situazioni diverse. C'è chi cerca lavoro senza trovarlo, chi ha smesso di cercare, chi si occupa di familiari, chi sta aspettando di iniziare un percorso. Metterli insieme è utile per misurare il fenomeno, ma le risposte devono distinguerli: orientamento per alcuni, servizi di cura per altri, opportunità di lavoro reali per altri ancora.
Il tempo è il fattore più delicato. Qualche mese tra la scuola e il primo impiego è normale; anni di inattività lasciano tracce durature, riducendo le competenze e rendendo più difficile ogni ingresso successivo.
I dati sono tratti dalla sezione istruzione di Noi Italia, curata dall'ISTAT. Per valutare le politiche servirebbe seguire non solo la quota di NEET, ma la durata media della condizione.
Fonti
- ISTAT, Noi Italia istruzione