In vent'anni lo sport ha guadagnato quasi nove punti
Prima la cifra: 15,9%. Poi la domanda che conta.
Nel 1995 praticava sport con continuità il 15,9% degli italiani. Nel 2010 la quota era salita al 22,4%, nel 2015 al 24,5%. In vent'anni lo sport regolare ha guadagnato quasi nove punti: una delle trasformazioni silenziose delle abitudini italiane.
Una serie così lunga permette di vedere ciò che un singolo anno nasconde. La crescita non è stata uniforme: più rapida tra il 1995 e il 2010, più lenta nei cinque anni successivi. Il ritmo dei primi quindici anni non si è mantenuto, e questo suggerisce che i guadagni più facili siano già stati raccolti.
Dietro l'aumento ci sono cambiamenti sociali profondi. Maggiore attenzione alla salute, diffusione di palestre e impianti, nuove discipline accessibili a tutte le età, dalla corsa allo yoga. Anche la presenza femminile nello sport, a lungo molto inferiore a quella maschile, è cresciuta nel periodo, contribuendo al risultato complessivo.
Una serie storica, però, va maneggiata con attenzione. Le domande dei questionari, le definizioni di pratica continuativa e la composizione della popolazione cambiano nel tempo. Confrontare il 1995 con il 2015 significa confrontare Paesi diversi per età media e stili di vita.
I dati provengono dalla rilevazione ISTAT sulla pratica sportiva, nell'edizione del 2015. Il confronto con i valori più recenti, intorno al 28-29% di pratica continuativa nel 2024, suggerisce che la crescita è proseguita, ma a un ritmo che resta lento rispetto agli obiettivi di salute pubblica.
Fonti
- ISTAT, pratica sportiva 2015
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Lo sport oltre il risultato72h 15’