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La corsa lenta di un Paese diventato un po' meno sedentario

1 min di lettura

Se c’è un numero da ricordare, è 15,9%.

15,9%1995
22,4%2010
24,5%2015

Dal 15,9% del 1995 al 24,5% del 2015: in vent'anni la quota di italiani che praticava sport con continuità è cresciuta di 8,6 punti, passando per il 22,4% del 2010. Un Paese un po' meno sedentario, ma a un passo molto lento.

Fatti i conti, la crescita media è stata di poco più di quattro decimi di punto all'anno. A questo ritmo, per arrivare a metà della popolazione che pratica sport con regolarità servirebbero ancora molti decenni. Il miglioramento è reale, ma non abbastanza rapido per cambiare in tempi brevi la salute di una popolazione che invecchia.

Il dato va anche letto al rovescio. Nel 2015, tre italiani su quattro non praticavano sport in modo continuativo. Tra questi ci sono persone che fanno attività fisica in altri modi, come camminare o andare in bicicletta per spostarsi, ma anche molte persone completamente sedentarie. È soprattutto su di loro che si concentrano i rischi per la salute.

Perché la corsa acceleri servono interventi che raggiungano chi oggi non pratica: attività a basso costo, spazi pubblici attrezzati, sport a scuola con continuità, programmi per adulti e anziani. Le politiche che si limitano a sostenere chi già pratica migliorano la qualità dello sport, non la sua diffusione.

I dati vengono dalla rilevazione ISTAT sulla pratica sportiva del 2015. Il confronto con le rilevazioni successive dirà se la corsa lenta abbia cambiato passo, o se il Paese resti fermo a metà strada.

Il confronto in un grafico
199515,9%201022,4%201524,5%

Fonti

  • ISTAT, pratica sportiva 2015

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