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Lo sport continuo vale tre volte quello occasionale

1 min di lettura

28,7%: una cifra utile solo se sappiamo che cosa misura.

28,7%Continuità
8,7%Saltuario

Il 28,7% degli italiani pratica sport con continuità, l'8,7% in modo saltuario: più di tre praticanti regolari per ogni occasionale, secondo i dati ISTAT del 2024. Il titolo parla di un valore tre volte maggiore, ed è una provocazione utile per chi decide come investire nello sport.

Contare i praticanti è il modo più semplice per misurare una politica sportiva: più persone iscritte, più successo. Ma un iscritto che frequenta una volta al mese e uno che si allena tre volte a settimana non producono gli stessi benefici, né per la salute né per le società sportive che vivono di continuità.

Se l'obiettivo è la salute pubblica, la misura giusta è la continuità. È l'attività regolare che riduce i rischi legati alla sedentarietà, non l'esperienza occasionale. Un programma che porta cento persone a provare uno sport per un giorno vale meno di uno che ne porta venti ad allenarsi ogni settimana per un anno.

Per le amministrazioni questo cambia i criteri di valutazione. Invece di contare gli ingressi agli eventi o i partecipanti alle giornate promozionali, bisognerebbe misurare quanti restano dopo sei mesi, dopo un anno, e cosa li ha fatti restare: orari, costi, vicinanza degli impianti, qualità degli istruttori.

I dati dell'indagine ISTAT sulla pratica sportiva 2024 offrono la base. Il rapporto tra continuità e pratica saltuaria, seguito nel tempo, sarebbe un indicatore più onesto di qualsiasi totale di praticanti.

Il confronto in un grafico
Continuità28,7%Saltuario8,7%

Fonti

  • ISTAT, pratica sportiva 2024

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