Quasi tre italiani su dieci non mollano dopo gennaio
Se c’è un numero da ricordare, è 28,7%.
Gennaio è il mese dei buoni propositi: palestre piene, abbonamenti nuovi, corse al parco. Poi le presenze calano. I dati ISTAT del 2024 dicono quanti restano: il 28,7% degli italiani praticava sport con continuità, mentre l'8,7% lo faceva in modo saltuario.
Quasi tre italiani su dieci hanno fatto dello sport un'abitudine stabile. È questa la quota che conta davvero per la salute, perché i benefici dell'attività fisica dipendono dalla regolarità più che dall'intensità di qualche sessione isolata. Chi pratica una volta ogni tanto ha un rapporto con lo sport diverso da chi lo inserisce nella propria settimana.
Il confronto tra le due quote suggerisce dove guardare. Per ogni praticante saltuario ce ne sono più di tre continuativi: chi comincia e trova un contesto adatto tende a restare. La sfida, allora, è abbassare le barriere di ingresso e rendere facile la continuità, con orari compatibili con lavoro e famiglia, costi sostenibili e impianti vicini a casa.
La continuità, inoltre, non è distribuita in modo uniforme. Dipende dal tempo libero disponibile, dal reddito, dall'età e dal territorio in cui si vive. Una politica sportiva efficace dovrebbe misurare non solo quante persone cominciano, ma quante smettono e perché.
La rilevazione è quella ISTAT sulla pratica sportiva 2024. La domanda utile per i prossimi anni è se il 28,7% cresca: sarebbe il segno che i propositi di gennaio stanno diventando abitudini di tutto l'anno.
Fonti
- ISTAT, pratica sportiva 2024
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Lo sport oltre il risultato72h 15’