Resistenze: un batterio arretra del 20,4%, un altro cresce del 61%
-20,4%. È il numero da cui parte questa storia.
Due batteri, due direzioni opposte. Tra il 2019 e il 2024 l'incidenza europea delle infezioni del sangue da MRSA è scesa del 20,4%. Nello stesso periodo quelle da Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi sono aumentate del 61,0%.
Il secondo dato è il più preoccupante. I carbapenemi sono tra gli antibiotici di ultima istanza, quelli a cui si ricorre quando gli altri non funzionano. Un batterio che resiste anche a loro lascia ai medici poche opzioni terapeutiche, spesso più tossiche o meno efficaci. La crescita del 61% in cinque anni segnala che uno dei fronti più delicati della resistenza si sta allargando.
Mettere le due curve nello stesso grafico evita la parola più pericolosa: successo. Una politica può funzionare contro un patogeno e perdere terreno contro un altro. Le misure che hanno ridotto l'MRSA negli ospedali non bastano, da sole, contro batteri che si diffondono con meccanismi diversi e trasmettono la resistenza tra specie.
Per questo la buona sorveglianza non cerca una media rassicurante. Distingue microrganismi, antibiotici e territori, perché un dato aggregato potrebbe mostrare una situazione stabile mentre un singolo batterio cresce rapidamente. È proprio quel segnale, nascosto dentro la media, che dovrebbe far cambiare strategia.
I dati sono quelli del rapporto ECDC del 2024 e delle pagine dell'agenzia sulla resistenza antimicrobica. Il prossimo aggiornamento andrà letto con la stessa attenzione per entrambe le curve: la buona notizia e quella cattiva viaggiano insieme.
Fonti
- ECDC rapporto 2024
- ECDC AMR